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Covid-19Dirittie doveriHo visto e partecipato a tante manifestazioni ma mi mancava di vederne quelle che alla fine in pratica risultano "in difesa" di un virus che provoca sofferenza e morte: di questi cortei non se sentivo la mancanza. Manifestano al grido di libertà ma di fatto tolgono la libertà ai più di lavorare, di spostarsi, di vivere la vita normale di tutti i giorni dopo tanti mesi di sacrifici.Cosa ancora più grave, con l'impennata dei contagi contribuiscono così a impedire a tanti cittadini di accedere agli accertamenti e alle cure a cui hanno diritto e di cui hanno bisogno per non arrivare a situazioni magari irreversibili. Si appellano alla Costituzione ma visto il loro comportamento dubito che l'abbiano letta e se lo hanno fatto non è stato di sicuro con la dovuta attenzione. Se non vogliono essere ripresi dalle telecamere, essere intervistati, non si scaglino contro i giornalisti ma se ne stiano a casa loro. Vanno fermati senza se e senza ma. Un doveroso grazie, un riconoscimento a tutte le forze dell'ordine: sono tutti nostri figli, tutti nostri nipoti.Marina GoichNo vaxUna sceltadifficilePuò essere una scelta difficile e conflittuale decidere se vaccinarsi oppure no. Io ritengo di non essere un cosiddetto No vax e che questa etichetta non si addica a me. Una cosa certa invece è a mio avviso la prepotenza con cui vengono fatte pressioni sulle persone per spingerle a vaccinarsi, rendendo la vita molto difficile a chi segue la strada dei tamponi anche se solo momentaneamente allo scopo di prender tempo per riflettere sul da farsi. Lo trovo meschino e intollerabile e trovo assolutamente intollerabile che si voglia espropriare le persone del diritto di scegliere per il proprio corpo relativamente a una pratica dagli effetti a lunga scadenza non ancora verificati qual è il vaccino: per questo sono deciso a tener duro e a non vaccinarmi anche se questa dovesse essere la cosa sbagliata.Diego LogarTrattati internazionaliTlt inattuabilema legittimoScrivo le seguenti considerazioni in merito alla segnalazione del 29 ottobre scorso "Il Tlt è ormai superato lo dice anche Lubiana" seguita da una nuova del 31 ottobre.Per suffragare la sua tesi l'estensore nelle sue note riporta una comunicazione del Ministero degli esteri della Repubblica di Slovenia nella quale si attesta che il confine tra Italia e Jugoslavia venne stabilito del Memorandum di Londra del 1954. Tale affermazione risulta infondata in quanto tale documento (non un trattato) si limitava a trasferire non la sovranità ma l'amministrazione fiduciaria internazionale dal Governo militare anglo/americano (Gma) per la Zona A del Tlt e dall'Amm. militare jugoslava (Vuja) per la Zona B rispettivamente all'Italia e alla Jugoslavia. Più plausibile è invece che i confini in questione siano stati fissati dal Trattato di Osimo del 1975. Peraltro quest'ultimo è un trattato bilaterale che ben difficilmente può superare le previsioni del Trattato Internazionale del 1947 (tuttora vigente) firmato da 21 Paesi che prevede il Tlt. La stessa registrazione di Osimo richiesta all'Onu dall'Italia nel 1987 corrisponde ad una presa d'atto che non entra nel merito dei suoi contenuti che non possono modificare il Trattato del 1947 il cui rispetto, in linea di principio, potrebbe essere richiesto da uno dei Paesi firmatari. Che la Repubblica slovena incorra in tali errori e sottovalutazioni non meraviglia: una ripresa del Tlt comporterebbe per lei la perdita della sua parte di Zona B e con essa di Capodistria.Sono comunque consapevole che il Tlt non sia oggi attuabile, ma non per motivi giuridici internazionali o per gli interessi delle grandi potenze ma perché, e ciò che maggiormente conta, la maggioranza dei residenti triestini, giusto o sbagliato che sia, non sono interessati a perseguire questa prospettiva, come dimostrato dai risultati elettorali delle ultime elezioni comunali nelle quali le formazioni autonomiste/indipendentiste hanno registrato un bassissimo grado di consenso.Giorgio Cerovaz CorteiNon ne posso piùdelle protesteSignor direttore,non ne posso più! È mai possibile che una città di 200 mila abitanti sia tenuta in ostaggio, con le gravi conseguenze che tutti vediamo, da una banda di centinaia di scalmanati privi di una qualsiasi coscienza civile e democratica?Non si rendono conto, queste persone, che non ottengono altro che provocare danni notevoli non solo al benessere della città in cui vivono ma anche a loro stessi, creando difficoltà al tessuto economico cittadino, facendo apparire la città come un luogo da evitare per chi avrebbe interesse a investirvi? Le persone che vanno in piazza a protestare contro l'autorità per ottenere il rispetto della loro "privacy" e il non obbligo a mostrare il Green pass alle legittime richieste di chi vuole proteggere la propria salute, sono le stesse che quando navigano in Internet ed entrano nei vari "social", mettono a disposizione del "mondo intero" il loro "profilo" rivelando tutta la loro "privacy" con il solo scopo di "apparire" e di ottenere quanti più "like" possibile.Tornando alle manifestazioni di piazza che bloccano le attività commerciali della città, non pensano, queste persone, che se le aziende messe in difficoltà dalla mancanza di clienti sono costrette a chiudere, anche i dipendenti di queste aziende rischiano il loro posto di lavoro?Ma è troppo facile scendere in piazza e gridare "Libertà, Libertà"! Chi se ne frega degli altri, io intanto sono libero.Guido CandriellaTeatro VerdiBiglietteria"ostica"Nel pomeriggio di sabato 6 novembre arrivo con un amico a Trieste. Certo non è l'atmosfera migliore per apprezzare la città ma la giornata è magnifica e il cielo spazzato dalla bora è bellissimo.Sono a conoscenza che il Teatro Verdi ha messo in programma un concerto nella stessa serata, un po' di ossigeno nella asfittica programmazione della Fondazione per il presente e per il più o meno immediato futuro. Con discreto anticipo ci dirigiamo verso il Teatro intenzionati ad acquistare due biglietti a ridosso dell'inizio dello spettacolo: impossibile. L'orario della biglietteria non prevede aperture in concomitanza con le alzate di sipario. La persona con cui parlo all'ingresso accampa argomentazioni di cui lui stesso pare ignorare la logica. Giovedì 4 novembre invece, al Teatro Filarmonico di Verona, decido all'ultimo di assistere ad una recita di Così fa tutte: alle 19.30 mi presento in biglietteria, alle 20 sono seduto in poltrona a godermi lo spettacolo. E potrei fare altri esempi.Con tutta evidenza la dirigenza del Teatro Verdi (tutt'altro che pieno in occasione delle ultime produzioni) può fare a meno del pubblico, altrimenti si prenderebbe la briga di venderli i biglietti a quei pochi spettatori che ancora caparbiamente insistono e lo fanno sopravvivere. Perché parliamoci francamente, sopravvive. Per sopravvivere in effetti basta aprire e nulla più ma per vivere bisogna invece essere aperti. Per quanto concerne il sottoscritto, sarà presso altri (probabilmente più stimolanti) lidi teatrali che indirizzerà il proprio sguardo e i propri quattrini.Andrea BurroMilite IgnotoDimenticatii Caduti A.U.Egregio direttore,in questi giorni abbiamo assistito, sia in sede nazionale che locale, alle solenni commemorazioni per il Centenario del Milite Ignoto. "È cosa buona e giusta", così recita la santa messa e anch'io sono d'accordo sull'argomento ma contemporaneamente mi domando perché qui nessuno abbia ricordato anche le migliaia di triestini, goriziani, carsolini, istriani, fiumani, dalmati dispersi o Caduti senza croce nella Grande Guerra nelle file austroungariche sui fronti dell'Est europeo (Carpazi, Galizia, Ucraina, Serba, ecc.), carsici (Doberdò, Isonzo, San Michele, ecc.), in montagna (Carnia, Dolomiti) o sul mare, dei quali le loro famiglie piangono ancora oggi la scomparsa nel nulla.Non sono anch'essi "militi ignoti"?Trovo che sia una vergogna per le pubbliche autorità averli volutamente ignorati solo perché portavano in guerra la divisa imperiale A.U. e non il grigioverde italiano. Ma erano pur sempre figli delle nostre terre, vero?Fabio FerlugaHospice PinetaIn tanti impegnatinella lucciolataDa Precenico a San Pelagio il 4 novembre scorso: una notte di molte stelle nel cielo, molte trattenute dalle mani di bambini festosi, altre - tante - le vedevi nelle mani delle meravigliose persone che hanno partecipato alla Lucciolata 2021.Un'iniziativa per sostenere l'Associazione Amici Hospice Pineta Odv ma anche per ricordare tutti quelli che hanno condiviso con noi un pezzettino della loro vita e che oggi albergano nei nostri cuori.Un grande e speciale ringraziamento ai componenti del Circolo culturale Skd Vigredalla per il loro impegno e per la perfetta organizzazione; ai membri dell'Associazione genitori della Scuola elementare Gruden e della Scuola materna di San Pelagio che hanno realizzato tante "stelle colorate d'amore". Grazie alla Banda di Nabrezina che ha allietato con dei coinvolgenti brani musicali e al Coro di voci bianche Vigred diretto da Aljosa Saxida, che ha emozionato per l'impareggiabile spontaneità. Tutti hanno concorso per trasformare la Lucciolata 2021, non solo in un momento di solidarietà, ma anche in un attimo di magica serenità. Roberta Vecchipres. Amici hospice Pineta Odv