La vergogna di Novara: il corteo dei No pass scatena la polemica

il casoCarlo Bologna / NOVARAScuse? Non se ne parla nemmeno. Giuse Pace, l'infermiera sindacalista che ha organizzato la protesta choc di Novara tira diritto e punta il dito, ovviamente, contro le interpretazioni dei giornali. Eppure il giorno dopo la sfilata per le vie di Novara del movimento No Green Pass che evocava in modo indiscutibile i prigionieri dei lager nazisti, è una valanga di condanne e prese di posizione. A partire dal ministro della Salute Roberto Speranza che, ospite a Mezz'ora in più su Rai3 si è detto «scioccato da chi si richiama ai campi di concentramento. Sono cose fuori dalla grazia di Dio. Non esiste dittatura sanitaria. Dobbiamo insistere a dare messaggi basati su evidenza scientifica. Queste persone non vanno insultate, ma convinte sui dati che ci dicono che i vaccini sono efficaci e sicuri». Giuse Pace ieri pomeriggio era a Domodossola, città medaglia d'oro della Resistenza che proprio in questi giorni celebra i 77 anni della repubblica partigiana. Niente casacche a strisce, né finto filo spinato. Anzi, continui richiami alla libertà, alla democrazia, alla nuova resistenza. E quel macabro corteo che sta gettando Novara nella vergogna? «Per dire - prova a giustificarsi l'infermiera - che siamo contro il Green pass, discriminatorio nell'accesso ai luoghi di lavoro. Ricordate la tessera del pane nel 1925? Ecco, poi si è arrivati agli estremi con la soppressione di ogni libertà. Noi con quelle casacche abbiamo voluto dire che siamo come quella minoranza che è stata presa e portata via. Non siamo i prigionieri di Auschwitz ma siamo la nuova minoranza. E il filo spinato è il segno del perimetro in cui siamo stati messi ma anche il segno della protezione, la volontà di stringerci a coorte». Sì, proprio come recita quell'inno d'Italia che dovrebbe accomunarci tutti. «Il messaggio - conclude Pace - è l'appartenenza». Ed è lei, dice, che si sente offesa per la lettura che è stata data della loro protesta. Le foto sono lì da vedere. Anzi, pare anche che qualcuno voleva rincarare la dose, mettendo una stella di David su tutte le pettorine. Pace smentisce: «Abbiamo messo la scritta libertà». La questura invierà un dettagliato rapporto al Ministero per le valutazioni del caso, anche se non sembrano esserci profili di rilievo penale in quello che è accaduto. La questione riguarda l'etica, il rispetto. Alessandro Canelli, sindaco della Lega da poco rieletto in modo plebiscitario al primo turno, è furibondo: «Paragonare la situazione che lamentano i No Green pass con gente che è stata deportata, affamata, gasata, bruciata è semplicemente indegno e vergognoso. Un atteggiamento come questo squalifica chi ha tutto il diritto di manifestare la propria opinione, ma pone seri dubbi sulla validità delle rivendicazioni. Stanno esagerando. Non bisogna trascendere nella violenza fisica e nemmeno in quella pensiero come quella di sabato. Ma le hanno viste le foto di Auschwitz? » Ieri è tornata sul caso anche Rossella Bottini Treves, presidente della Comunità ebraica di Novara-Vercelli: «Le persone che hanno sfilato a Novara non sanno che la loro rappresentazione di "Libertà negata" a causa delle misure contro la pandemia, è stata offensiva nei confronti della memoria di tutti gli italiani, ebrei e non ebrei trucidati nei campi. È stata, viste le ricorrenze di questi giorni, anche una mancanza di riguardo, per non dire un oltraggio, anche ai tanti cittadini morti a causa del Covid». E Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, ha ribadito: «Davanti a farneticazioni come queste non è possibile invocare la libertà d'espressione garantita dalla Costituzione. Paragoni impossibili come quello cui abbiamo assistito costituiscono un assoluto abuso e un'offesa alla memoria di tutti». Sul fronte politico la condanna è bipartisan, dal deputato del Pd Emanuele Fiano all'ex ministro Teresa Bellanova di Italia Viva alla senatrice Licia Ronzulli di Forza Italia. L'Associazione nazionale partigiani (Anpi)ha twittato: «È la vergogna dell'ignoranza». --© RIPRODUZIONE RISERVATA