Comune e sindacati: «Ai vertici Nidec chiediamo garanzie sull'occupazione»

Tiziana CarpinelliIl termine «esubero» non lo vogliono nemmeno sentir accennare. Sindacati e Comune, in vista dell'incontro di lunedì, affilano le unghie per difendere l'occupazione alla Nidec, che sta attraversando una zona d'ombra: il 6 ottobre, infatti, nella sede di Confindustria sono state siglate ulteriori 13 settimane di cassa integrazione. Si assiste al progressivo scarico di lavoro nello stabilimento che conta 390 dipendenti, si teme per le prospettive future e si esige «chiarezza». Su questo punto Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente presenti con i segretari provinciali Thomas Casotto, Luciano Bordin con Giampiero Turus e Sergio Benvenuti, sono apparsi inflessibili, al tavolo convocato dall'amministrazione, che ha invitato le sigle a un confronto in vista dell'incontro con i vertici aziendali. Ha introdotto il tema (ma il tavolo è stato l'occasione anche per parlare di riconversione della centrale e Green pass) il sindaco Anna Cisint, affiancata dall'assessore Antonio Garritani, rilevando l'«assenza di informazioni sulla mission e su dove la Nidec voglia andare a parare con lo stabilimento di Monfalcone». In ogni caso «qualsiasi cosa emergerà o non emergerà subito dopo la riunione l'ente incontrerà Cgil, Cisl e Uil assieme all'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen per avviare ogni eventuale tutela nei confronti dei lavoratori». Il punto che però al sindaco - e ai sindacati - preme è «capire le prospettive della fabbrica», perché «i business plan si fanno scrivere», ancora Cisint. La Cgil con Casotto ha chiesto «all'azienda garanzie occupazionali». Della serie: va bene la diversificazione del prodotto, «ma di esuberi non vogliamo neanche sentire parlare», potrebbe invece essere il momento di riconvertire certe professionalità. Soddisfatto dell'incontro Bordin (Cisl): «Il Comune può avere un ruolo nel mettere le parti sociali a un tavolo e dare delle linee di indirizzo sui temi del lavoro».Obiettivo che peraltro l'amministrazione intende perseguire portando «assieme ai sindacati anche i rappresentanti delle aziende, con Confindustria, a riunioni cadenzate, affrontando di volta in volta i nodi sul territorio». La preoccupazione, ora, «è però per Nidec - ha chiosato Turus - perché già in passato si sono visti investimenti su mega capannoni e altro, ma poi il mercato non ha dato le prospettive immaginate. È invece cruciale capire quali soluzioni trovare per aggredire la piazza». «Ben venga il tavolo - infine Benvenuti (Uil) - perché come sindacati siamo interessati a capire la ripartenza del mondo del lavoro nel post Covid-19, complessa anche per via della difficile gestazione del Green pass. E chissà come andrà a finire». Relativamente alle altre realtà, Cisint ha quindi ribadito per la produzione navalmeccanica che Fincantieri potrebbe «ancora dare risposte importanti al territorio e in particolare al mondo imprenditoriale locale, quando questo è in crisi». Poiché «cambiare certe scelte produttive» potrebbe avere riverberi «anche sulla città, con minori problemi sul fronte della legalità». Di qui la proposta del tavolo permanente con la Regione sul mondo del lavoro, aziende e sindacati insieme. Infine la questione del Green pass e dei vaccini, «con il rischio - sempre Cisint - che i provvedimenti mettano in crisi il sistema del lavoro», anche perché ci sono «dei limiti nella possibilità di effettuare test Covid, con agende di prenotazione già sature fino a dicembre», nonostante con l'apertura del punto tamponi fuori dalla farmacia di via Crociera, nel perimetro della casa albergo, da venerdì il municipio punti a siglare convenzioni con le realtà produttive per percorsi agevolati. E magari riuscire ad abbattere ulteriormente i costi dei kit. --© RIPRODUZIONE RISERVATA