Immobili in stallo da 6 anni Pressing sulla Paritetica

Massimo GrecoTra i fascicoli che saranno presi in carico dalla futura giunta comunale, uno è tanto interessante quanto lento: si tratta del trasferimento di alcuni beni immobili dal Demanio al Comune. Istanza che balla sul tavolo della Commissione paritetica da sei anni, dall'ormai lontano agosto 2015, quando presidente del Consiglio era Matteo Renzi, il presidente della Regione Debora Serracchiani, il sindaco Roberto Cosolini. Allo scorso luglio risale un garbato sollecito del Municipio, firmato dal dirigente dell'Immobiliare Luigi Leonardi, e al primo settembre un'altrettanto cortese posta elettronica di Roberta Volponi, funzionario della Regione Fvg, riscontrava che il presidente Fedriga ritiene il trasferimento dei beni immobili una delle tematiche da affrontare dalla Paritetica in via prioritaria. Paritetica che - giova ricordare - si è insediata, una volta "neocostituita", il 12 luglio. Ma perché il Comune mostra questo interesse per il passaggio di beni immobili? Perché ha tre importanti partite aperte che si chiamano ex caserma Duca delle Puglie, ex Direzione di artiglieria, Pineta di Barcola. Sono tre asset sui quali la civica amministrazione corrisponde un canone al Demanio, per un totale di 174.537,10 euro all'anno. Frutto dell'addizione di 100.000 euro riguardanti l'ex caserma, 35.519,08 collegati alla Pineta barcolana, 38.810,08 agganciati all'ex Direzione di artiglieria.È bene tradurre in attività amministrativa concreta le ragioni di questi canoni: in via Cumano la Duca delle Puglie ospita il museo De Henriquez; in Campo Marzio l'ex Direzione di artiglieria aveva accolto il Museo del mare, che rinascerà al Magazzino 26 di Porto vecchio; la Pineta di Barcola si commenta da sé.Da puntualizzare - come ha fatto Leonardi nella sua missiva - che il Comune non sta versando la locazione della Duca delle Puglie (dove tra l'altro il contratto è scaduto) in quanto vi ha svolto lavori per un valore superiore ai 2 milioni. Infatti è in corso l'istruttoria del Demanio volta all'azzeramento dei canoni.Da chiarire - a giudizio del Municipio - anche l'indennità di occupazione relativa all'ex Direzione di artiglieria, dal momento che il "vecchio" Museo del mare è stato chiuso il 1° aprile 2019 e le collezioni trasferite nel Magazzino 26. La Pineta di Barcola è "coperta" da un contratto a valere dal 1° giugno scorso fino al 31 maggio 2027 per un canone annuo ricognitorio pari a 212,75 euro. Per conseguire l'invarianza finanziaria dell'operazione su Barcola, il Comune - scrive ancora Leonardi - potrebbe rinunciare a ottenere la proprietà dei chioschi.Nella stessa epistola, proprio al termine della terza cartella, il dirigente comunale completa le richieste ribadendo l'interesse ad acquisire a titolo gratuito, sempre mediante la Paritetica, due ulteriori compendi: la caserma Monte Cimone ex tenuta Burgstaller a Banne e il parco di villa Necker in via dell'Università.A proposito della Paritetica, a fine maggio il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, aveva firmato il decreto di nomina dei componenti di rappresentanza statale nell'ambito della commissione. Ecco scorrere i nomi di Sandra Savino, deputata di Forza Italia, Elena D'Orlando, direttrice del Dipartimento giuridico dell'Università di Udine, e Ivo Rossi, dirigente della Presidenza del consiglio dei ministri in pensione e già componente della Commissione paritetica per la Regione Val d'Aosta. I tre componenti di indicazione governativa si aggiungevano ai tre "regionali", Teresa Billiani, Renato Carlantoni e Salvatore Spitaleri. --© RIPRODUZIONE RISERVATA