Mancano i requisiti antisismici Il cavalcavia resterà chiuso

Matteo Femia / CormonsIl cavalcavia su via Judrio accanto al cimitero di Cormons non ha i necessari requisiti anti-sismici, pertanto non riaprirà fino a quando un giudice non stabilirà chi dovrà svolgere i relativi lavori di riqualificazione. È ciò che è emerso in consiglio comunale dove, su volontà dell'amministrazione Felcaro, sono intervenuti per spiegare lo stato dell'arte sulla situazione l'avvocata Teresa Billiani (che ha sostenuto le tesi del Comune nella recente causa intentata al tribunale amministrativo regionale da Rfi dopo l'ordinanza urgente di gennaio emessa dal sindaco in seguito ad alcune segnalazioni di crolli di intonaci e materiale dal sovrappasso in questione) e dell'ingegner Raffaele Feruglio (che ha svolto le perizie tecniche di parte sulla struttura).La questione è nota: dell'ordinanza il Tar ha accolto positivamente i tre punti riguardanti la chiusura per motivi di sicurezza del sovrappasso sulla ferrovia, ma sugli altri quattro punti riguardanti "urgenza" e "contengibilità" dell'atto i giudici hanno dato torto al Comune. Billiani ha spiegato: «L'opera venne realizzata negli anni Sessanta dal Ministero dei Lavori Pubblici per scavalcare i binari ed eliminare così il passaggio a livello sulla strada già esistente all'epoca. Non c'è alcun atto che testimoni la cessione della struttura al Comune: Rfi non lo ha dimostrato e anzi, la manutenzione negli anni è sempre stata fatta da quest'ente» . E qui Felcaro ha aggiunto: «Questo è il motivo per cui ho indirizzato l'ordinanza a Rfi: in assenza di altri documenti, mi sono rivolto a chi risultava come manutentore della struttura nel corso degli anni». L'avvocato ha proseguito poi ricordando che i terreni vennero espropriati ai singoli cittadini per realizzate l'opera. Dispute sono tutt'ora in corso riguardo la proprietà effettiva di una porzione di binari situati sotto il sovrappasso, in bilico al tavolare tra Rfi e alcuni privati. «In sede di giudizio - ha continuato Billiani - i periti hanno dimostrato che l'opera sia sicura solo a scarico, ossia senza pesi che circolano sopra di essa: non è stato certificato che sia sicura con mezzi che vi passano sopra». E qui l'ingegner Feruglio ha spiegato perché: «C'è un diffuso degrado del calcestruzzo sulle rampe d'accesso. Lo stacco di materiale è avvenuto anche a seguito dell'azione degli agenti atmosferici nel tempo. Quando venne realizzata l'opera, poi, Cormons non era zona classificata come sismica: lo sarebbe diventata solo anni dopo, e quindi in sede di costruzione della struttura non vennero presi accorgimenti anti-sismici». Per questi motivi il sindaco Felcaro ha evidenziato come il cavalcavia resterà chiuso al traffico fino a quando il Tar non sentenzierà chi debba svolgere i necessari lavori di messa in sicurezza. «La salute dei cittadini - ha detto - viene prima di tutto». --© RIPRODUZIONE RISERVATA