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Stefano Bizzi«La sensazione è che vogliano arrivare alla chiusura del tribunale per consunzione. Piuttosto dicano che lo vogliono chiudere e non se ne parli più». È una provocazione bella e buona quella di Barbara Gallo. La presidente vicario del Tribunale di Gorizia lancia un appello al mondo della politica locale affinché eserciti pressione a livello centrale sulla questione perché, così come stanno, le cose non possono funzionare. In seguito a un distaccamento sindacale e a un comando, il palazzo di giustizia isontino da domani si troverà a dover fare i conti con numeri sempre più esigui e la presidente facente funzioni ha così dovuto disporre tutta una serie di provvedimenti che, inevitabilmente, porteranno a un rallentamento delle attività. E chi ne pagherà le conseguenze, oltre al personale, saranno i cittadini e i professionisti.Il problema, per una volta, non riguarda l'organico dei magistrati che, con una copertura di 14 posti sui 18 previsti, è considerato comunque «soddisfacente». Il problema riguarda piuttosto il personale amministrativo che, con uno scoperto del 44,74%, è considerato «gravemente sottodimensionato». Da domani mancheranno un dirigente, sei dei nove funzionari, quattro dei dieci assistenti e due dei cinque ausiliari. A tutto questo si deve aggiungere che il direttore della segreteria/presidenza è assente due giorni alla settimana. Le ricadute sui modi e i tempi di gestione delle attività e dei servizi a supporto della giurisdizione sono evidenti. «La giustizia non funziona solo con i giudici - nota Gallo -. I magistrati hanno bisogno di uno staff. Qui non solo non ci mandano rinforzi, da Roma ci tolgono pure persone senza neppure avvisarci. Ci sarebbe bisogno di straordinari, ma non si possono fare perché il ministero non li paga. Da giudice del lavoro, non posso chiedere a un operatore di fare il cancelliere, di eseguire mansioni superiori senza riconoscerle. Questa è una lenta agonia».Nella suo decreto di riorganizzazione, la presidente ricorda che i tentativi di reperire personale amministrativo attraverso il ministero della Giustizia, la Corte d'Appello di Trieste o enti e amministrazioni esterne è stato vano. Da lunedì il settore civile (contenzioso e lavoro/previdenza) è privo del funzionario responsabile della cancelleria e del gratuito patrocinio (in comando in un'altra amministrazione). Restano in servizio un cancelliere "anziano", un cancelliere neoassunto e un operatore giudiziario. Da domani la cancelleria della volontaria giurisdizione perde, a seguito di distacco sindacale, un assistente giudiziario addetto che in ausilio garantiva anche le udienze penali e la cancelleria del Gip/Gup. Qui rimangono un funzionario (messo a disposizione dalla Regione) e un assistente giudiziario part-time su 4 giorni settimanali. «A causa della perdurante assenza a tempo indeterminabile di due unità - scrive Gallo -, la cancelleria del dibattimento è composta in maniera fissa solo da un funzionario e da un cancelliere, i quali devono occuparsi dell'assistenza alle udienze, dell'accesso del pubblico e dei servizi interni; la cancelleria Gip/Gup vive una situazione di sofferenza cronica, causa due lunghe malattie e un pensionamento, e necessita di costante supporto per assicurare la tempestività degli adempimenti indifferibili nonché all'assistenza alle udienze ed i rapporti con il pubblico». --© RIPRODUZIONE RISERVATA