Il traino di Fincantieri finite le ferie Ordini e commesse per le aziende

Giulio GarauDopo due settimane di stop, non una totale chiusura, ma comunque con le attività ridotte al minimo e concentrate sulle manutenzioni, ieri ha ripreso in pieno l'attività la Fincantieri a Panzano. È il principale e più grande stabilimento del Monfalconese e, a ruota in questa settimana, seguono le aperture, con la ripresa, di tutte le altre grandi realtà industriali della zona. Una ripresa che, anche se in un momento ancora complicato da un lato per le difficoltà dei green-pass e la recrudescenza del Covid, dall'altro per la crisi delle materie prime con il decollo dei prezzi, si presenta per ora con un moderato ottimismo. «Tocchiamo ferro - mette le mani avanti il segretario della Cgil Thomas Casotto - ma per ora non abbiamo sentore di problemi o di grosse crisi in arrivo sul fronte delle aziende, non vediamo grandi problemi, pensavamo si prospettasse una situazione difficile dopo le ferie, in realtà, a parte qualche piccolo scarico di lavoro, tutte le più grandi aziende stanno affrontando la ripresa con minimo ottimismo e situazione positiva». A cominciare da Fincantieri dove in realtà si è riaperto con lo stabilimento che si è rimesso a correre per rispettare i tempi di allestimento e soprattutto per le consegne delle nuove navi. Il portafoglio ordini per il gruppo è straordinario e lo è anche per lo stabilimento di Monfalcone che ha lavoro fin dopo il 2026. Il carico di lavoro con le prossime consegne del cantiere di Monfalcone vede per il 2022 Discovery Princess (inizio anno), poi Msc Seascape, seconda nave della classe Seaside Evo (fine anno). Nel 2023 Explora I, la prima (di quattro) navi da crociera di lusso per Explora Journeys, il nuovo brand di lusso di Msc Cruises. Poi inizierà la fase dei prototipi a idrogeno. Segnali positivi anche dalla altre realtà come la Nidec con il suo portafoglio ordini e le commesse, stessa situazione per la Sbe che non cessa il suo trend positivo di continua crescita, ma anche per la Mangiarotti impegnata con le commesse di nuovi impianti ad alta tecnologia. Trend positivo per ora anche in Porto che a causa della defiance del sistema Venezia ha ottenuto l'arrivo di navi bianche con lo sbarco/imbarco dei crocieristi almeno fino all'autunno. Un traffico che si aggiunge a quello in ripresa delle merci. Una situazione positiva consolidata anche dallo sbarco di un big della logistica come F2i che ora controlla oltre alla Marter Neri anche la Compagnia portuale e dalla quale si attendono novità anche sul fronte di nuovi investimenti per lo sviluppo dei traffici. «C'è una sostanziale tenuta - aggiunge Casotto - e anche sul fronte della disoccupazione manteniamo il cronico numero dei 10 mila, una cifra che per ora non è aumentata, ma si tratta pur sempre di persone la cui ricollocazione appare difficile e non si prospettano riassorbimenti». Quello che preoccupa la Cgil però è l'assenza, su fronte imprenditoriale, di grossi investimenti. «L'unico annuncio per ora è quello dei A2A per la riconversione della centrale termoelettrica da carbone a gas e in futuro a miscela di idrogeno. Sono in ballo oltre un centinaio di posti di lavoro - conclude il segretario della Cgil - attendiamo le risposte delle istituzioni, soprattutto della Regione, sul futuro investimento. È l'unico fronte che ci preoccupa». --© RIPRODUZIONE RISERVATA