Annegò nell'auto finita nel canale Impossibile stabilire chi guidava

Laura Borsani / FARRANon è possibile stabilire in modo oggettivo e scientifico chi si trovasse alla guida. E l'analisi delle sollecitazioni a cui era sottoposta la portiera del lato passeggero, non permette di escludere in termini assoluti che potesse essere stata aperta, pur in condizioni sicuramente difficili. Sono passaggi espressi dal perito nominato dal giudice, ingegner Marco Pozzati, chiamato a deporre in aula, al Tribunale di Gorizia, in relazione al processo legato all'incidente stradale avvenuto il 15 settembre 2013 a Farra d'Isonzo, nel quale perse la vita Roberto D'Onorio De Meo, che all'epoca viveva a San Pietro al Natisone, dipendente di Fincantieri, nonché calciatore dilettante. Il giovane morì per annegamento, intrappolato nell'auto, una Ford Fiesta di sua proprietà, finita nel canale artificiale della Mainizza, poi bloccatasi sui piloni del ponte che attraversa il corso d'acqua. A bordo c'era anche Tommj Beltrame, 43 anni di Turriaco. Riuscì a salvarsi abbandonando l'abitacolo. L'uomo, difeso dallo Studio legale Paolo Bevilacqua, è a processo con l'ipotesi di accusa di omicidio colposo. L'assicurazione Eui Limited srl è a giudizio quale responsabile civile, con il legale avvocato Paolo Ciabatti di Roma, il sostituto processuale è l'avvocato Elisa Sottosanti, presente in aula lo scorso mercoledì anche in sostituzione della difesa dell'imputato. La pubblica accusa è rappresentata dal pm Valentina Bossi.Il drammatico evento era stato archiviato in fase di indagini, ma i congiunti della vittima avevano voluto riaprire il caso. L'avvocato Maurizio Landelli di Cividale, che rappresenta i genitori e i tre fratelli della vittima costituitisi parte civile al processo, aveva depositato una memoria in Procura sostenendo che guidare era Beltrame.La guida è il punto centrale sul quale si basa il procedimento. Mercoledì il perito ha dato conto delle risultanze della consulenza affidatagli dal giudice monocratico Marcello Coppari durante l'udienza precedente, per tentare di stabilire chi fosse al volante del mezzo inabissatosi nel canale di Villanova di Farra. L'ingegner Pozzati ha fornito una disamina molto minuziosa e articolata del sinistro stradale. Erano le 23.30 di domenica, i due amici rientravano dalla partita di Prima categoria tra il Begliano e l'Isontina, disputata a San Lorenzo Isontino. La Fiesta percorreva la Strada della Mainizza con direzione Villanova di Farra, verso la Sr351. Dopo un tratto rettilineo la Mainizza curva a sinistra, segue una controcurva a destra permettendo di imboccare il ponte che attraversa il canale. In quel punto l'auto aveva prima occupato la corsia opposta di marcia, quindi aveva raggiunto contromano via della Stesa uscendo di strada sulla banchina erbosa per finire nel canale «verosimilmente» con la parte anteriore.In rassegna innumerevoli aspetti. La portiera anteriore sinistra del veicolo (lato guida) per il perito non era stata aperta dagli occupanti. La maniglia risultava rotta ed il finestrino era rimasto aperto, a indicare un tentativo per uscire dall'auto, senza tuttavia poter stabilire chi fosse stato. Né il perito ha potuto stabilire le rispettive collocazioni degli occupanti nell'abitacolo. Entrambi avevano assunto alcol, influenzandone sicuramente il comportamento. Il teste ha quindi affermato che l'analisi delle sollecitazioni a cui era sottoposta la portiera sul lato passeggero non permette di escluderne l'apertura in termini assoluti, pur evidenziandone la difficoltà in quelle condizioni. Concludendo, non è stato possibile stabilire in modo oggettivo e scientifico chi si trovasse alla guida.Durante il procedimento il consulente tecnico di parte, ingegner Monfreda, aveva invece dedotto che alla guida ci fosse Beltrame. Ciò sulla scorta di elementi quali il rinvenimento del cadavere, nel sedile posteriore, zona del lunotto, la maniglia della portiera sinistra rotta ed il finestrino aperto, rispetto all'altra portiera risultata chiusa. A margine dell'udienza, l'avvocato Landelli ha lamentato il fatto che non sia stato eseguito un accertamento tecnico irripetibile sulla vettura quando era sotto sequestro, ai fini della "cristallizzazione dello stato di fatto" del veicolo.--© RIPRODUZIONE RISERVATA