«Portiamo a casa escavo, ferrovia e A2A»

Giulio GarauIl porto di Monfalcone con il suo «non escavo da ormai 20 anni», il raccordo ferroviario in zona Schiavetti-Brancolo che dovrebbe servire una realtà come la Casillo rimasto sulla carta, ma soprattutto l'investimento di 400 milioni di A2A per la riconversione della centrale termoelettrica a metano e a idrogeno che si rischia di perdere.Questi nodi di sviluppo sono fondamentali per Monfalcone, opportunità per dare una svolta al decollo economico e occupazionale, si tratta di progetti ancora da attuare o concretizzare e Cgil, Cisl e Uil ribadiscono con forza la richiesta a «politica e istituzioni un deciso cambio di passo su questi temi». I segretari delle organizzazioni di Gorizia e Monfalcone, Thomas Casotto (Cgil), Gioacchino Salvatore (Cisl) e Claudio Cinti (Uil) dopo la presentazione dello Studio Ambrosetti sul "futuro possibile" per la Venezia Giulia, lanciano l'ennesimo grido di allarme sul rischio di non decollo di molti dei progetti di rilancio.«Gli stessi studi ricordano che il nostro territorio ha pagato a caro prezzo, più di altri, la crisi del 2008 - spiegano - e che oggi lo stesso territorio vive una crisi altrettanto pesante e forse ancor più pericolosa per effetto della opandemia». I dati della crisisono pesanti, sul territorio in oltre 12 mila sono i disoccupati, 9 mila italiani e 3 mila stranieri. Di questi circa 5 mila stanno ricevendo qualche sussidio: 3200 persone hanno la Naspi (indennità mensile di disoccupazione) mentre poco meno di 1500 persone ricevono il reddito di cittadinanza. Oltre il 95% delle imprese artigiane ha fatto ricorso alla casa integrazione.«Dati allarmanti e impietosi - insistono Casotto, Salvatore e Cinti - e con l'economia già fragile colpita duramente dalla pandemia lo scenario futuro che si prospetta non sarà certo semplice per riuscire a preservare l'occupazione». I nodi per Monfalcone sono «essenzialmente sempre gli stessi e sempre puntualmente irrisolti» denunciano Cgil, Cisl e Uil che chiedono una soluzione. «Quando leggiamo delle prospettive su portualità, logistica, cantieristica ed applicazioni dell'idrogeno - sottolineano i segretari di Cgil, Cisl e Uil - siamo ovviamente convinti che tali temi di sviluppo vadano perseguiti, presto e bene, nell'ottica di garantire lavoro al territorio e occupazione di qualità».- Ed è soprattutto il progetto della riconversione della centrale A2A che interessa i sindacati che proprio con l'Azienda hanno firmato un' accordo sull'investimento e la salvaguardia dei lavoratori.«Di fronte ad una crisi pesantissima come questa e a un progetto che porterebbe alla riconversione della centrale, con relativa salvaguardia di tutti i livelli occupazionali - concludono i segretari di Cgil, Cisl e Uil - di fronte alla opportunità di avere oggi il gas, domani l'idrogeno, proprio li vicino alla Fincantieri che, nel prossimo futuro, di queste tecnologie dovrebbe e potrebbe avvalersi per restare competitiva sul mercato, di fronte a quello che naturalmente nel nostro territorio sembra un sistema che si integra da se, rischiamo di veder sfumata l'ennesima opportunità. Politica ed istituzioni tutte devono essere richiamate alle loro responsabilità». --© RIPRODUZIONE RISERVATA