Corbatto garante dei detenuti Eletta in consiglio con 10 voti

Luigi MurcianoGradisca. È la gradiscana Giovanna Corbatto la figura professionale scelta dall'assemblea civica di Gradisca per ricoprire il delicato ruolo di Garante comunale per i diritti delle persone private della libertà personale. Sarà il primo garante comunale in Italia ad operare in una cittadina ove è presente un Cpr, il "carcere per migranti" irregolari sito all'ex caserma Polonio. Classe 1981, già capo area immigrazione della Caritas diocesana e oggi componente dell'Ufficio per le politiche Migratorie e Protezione Internazionale e dell'Ufficio Europa di Caritas Italiana, Corbatto riceverà formalmente la nomina dal sindaco della Fortezza, Linda Tomasinsig, grazie all'esito della votazione del consiglio comunale di giovedì sera. «Ringrazio il sindaco ed il consiglio per la fiducia - il primo commento di Corbatto -. È un compito di responsabilità, ho la consapevolezza che non verrò lasciata sola. I primi passi saranno con le istituzioni che gestiscono la struttura, poi sarà necessario un primo ingresso per comprendere le dinamiche e la situazione interna». Corbatto è stata eletta con maggioranza semplice al terzo spoglio della votazione, svoltasi a scrutinio segreto. Nelle prime due tornate non era stata raggiunta la maggioranza richiesta di 2/3 dei consiglieri. Recentemente premiata dall'Unhcr, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, per il suo impegno a favore del progetto per i Corridoi Umanitari, Corbatto ha riportato 10 voti. Totalmente staccati gli altri candidati: un voto per l'avvocato del Lavoro Marco Giovanni Rocco Barone di Ronchi dei Legionari; a secco sia Gianni Cavallini, già direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Aas numero 2, sia Tullio Donda, filosofo e docente isontino; tre invece le schede bianche, riconducibili alla Lega. Il Carroccio inizialmente si era espresso positivamente sulla creazione della figura del garante, provvedimento votato all'unanimità dal consiglio. Ma ha poi preso le distanze, accusando il sindaco Tomasinsig di «avere fatto venire meno i presupposti di collaborazione» a seguito della morte dell'ospite georgiano Vakthang Enukidze. Tre le ragioni espresse dal capogruppo leghista Massimiliano Cattarin: «La visita del Garante nazionale, casualmente e tempestivamente accompagnato dalla parlamentare Serracchiani; quella del deputato Magi, che senza contraddittorio ha fornito una ricostruzione faziosa sull'operato delle forze dell'ordine; e, infine, la visita non istituzionale del sindaco a Zugliano, ove senza consultare il consiglio ha espresso la sua posizione pro chiusura del Cpr che non ci vede concordi. Ci siamo sentiti usati politicamente: inevitabile ora avere dei dubbi sull'imparzialità dei candidati».Accuse respinte al mittente da Tomasinsig. «Inopportuno e grave fare questo tipo di insinuazioni - ha affermato il sindaco -. Quanto alla posizione espressa a Zugliano, la contrarietà dell'amministrazione al Cpr è nota da tempo e non credo di dover chiedere il permesso di ribadirla». --© RIPRODUZIONE RISERVATA