La prescrizione va nel Milleproroghe Renzi: «Non ci sto»

Ancora un rilancio, e tutto lascia prevedere che non sarà l'ultimo. Matteo Renzi alza ancora la posta sulla prescrizione e i suoi arrivano persino ad evocare uno smarcamento al momento del voto di fiducia sul decreto Milleproroghe, nel quale dovrebbe essere inserita domani la norma che corregge la riforma Bonafede. Una minaccia alla quale non credono troppo né il premier Conte né il Pd, ma che annuncia altre settimane di battaglie. Di sicuro, stasera Renzi riunisce i suoi parlamentari per fare il punto e tra i renziani non si esclude l'astensione o la non partecipazione al voto sulla fiducia, se gli alleati di governo insisteranno a voler inserire la nel decreto quell'accordo che Italia viva non ha sottoscritto. Renzi alza le barricate, non intende votare l'accordo raggiunto da Pd-M5s e Leu sulla prescrizione - e questo si sapeva - ma ora chiede anche che quella materia non venga inserita nel Milleproroghe perché non attinente con l'oggetto del provvedimento. «Noi - avverte il coordinatore del partito Ettore Rosato - contrasteremo qualsiasi forzatura istituzionale. Utilizzare il Milleproroghe per modificare il diritto penale sarebbe uno scandalo». --