Terminalisti e istituzioni a confronto sulla crescita

Si parlerà anche dell'applicazione dello status di porto franco internazionale nella riunione del Propeller Club in programma lunedì prossimo alle 18 nella sala Piccola Fenice di via San Francesco. In particolare si farà riferimento alla normativa che, con il recente decreto attuativo (approvato nel 2017), ha dato esecuzione all'Allegato VIII del Trattato internazionale di Pace, firmato a Parigi il 10 Febbraio 1947. «L'extradoganalità è un elemento fondamentale per applicare in maniera completa lo status di porto franco, così come previsto - sostiene Fabrizio Zerbini, presidente di Trieste Marine Terminal ma anche alla guida dell'Associazione terminalisti del Friuli Venezia Giulia - dal Trattato internazionale firmato a Parigi nel 1947. Il riconoscimento della extra territorialità doganale sarebbe in grado di garantire vantaggi per le industrie manifatturiere, nonché un rilevante incremento dei traffici portuali, con conseguente aumento delle ricadute economiche ed occupazionali a livello regionale e con benefici anche per l'Erario nazionale».Di questo, nel corso dell'incontro intitolato: "Porto di Trieste, crescita e ottime prospettive ma resta da risolvere il nodo dell'applicazione completa dello status di porto franco internazionale", parleranno in qualità di relatori Zeno D'Agostino, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Stefano Patuanelli (in collegamento telefonico), ministro dello Sviluppo economico, un rappresentante della Regione, la deputata dem Debora Serracchiani, Stefano Visintin, presidente Confetra FVG, e Sergio Razeto, presidente Confindustria Venezia Giulia. Tra i nodi centrali anche l'uscita del Porto di Trieste dalla lista delle Zone franche comunitarie, plurime in Ue, per divenire Porto Franco Internazionale ed un unicum a livello europeo.