Il Pd boccia la ricetta di Dipiazza: «Aprire cantieri non può bastare»

IL DIBATTITO«In questi anni, da senatore e da vicepresidente del Consiglio regionale, ho collaborato più volte con Roberto Dipiazza e lo rivendico: aiutare il sindaco della tua città su progetti di sviluppo condivisi non vuol dire "avere un'intesa speciale" con lui. Significa lavorare per i cittadini. Ma ha ragione lui quando dice che siamo diversi». Lo afferma Francesco Russo del Pd, in "risposta" all'intervista di fine anno del sindaco. «A me - prosegue Russo - non basta tagliare nastri. Lavoro per un'idea più grande e innovativa che unisca i triestini anche al di là delle divisioni del passato: una città metropolitana a vocazione internazionale che sappia attrarre i nostri giovani talenti e le aziende più dinamiche. Sogno una città che non si dimentichi delle periferie, che investa nella mobilità sostenibile, nello sviluppo del verde urbano e nella sua vocazione culturale. A differenza di Dipiazza non so chi sarà il prossimo sindaco. So però che se mai dovessi candidarmi non accetterò scorciatoie o compromessi al ribasso. E certamente non accetterò mai un vicesindaco che ha patteggiato la pena per frasi antisemite (il riferimento è al leghista Paolo Polidori, ndr)». Per la deputata dem Debora Serracchiani «anche il sindaco di Trieste è libero di sognare la "decrescita felice" ma è un tantino audace programmare il futuro economico del capoluogo sulla rinuncia alla manifattura e sul "ritorno alla terra". Se andasse così l'Italia e il nostro territorio potrebbero smettere di avere un sistema industriale e gli operai farebbero le guide turistiche, i camerieri o gli agricoltori». La segretaria provinciale dem Laura Famulari sottolinea: «Ci sono 1500 posti di lavoro a rischio, ogni giorno chiude un negozio, il calo demografico è costante, i nostri giovani se ne vanno, le strade sono sempre più sporche e Dipiazza continua a dipingere Trieste come la città del "momento straordinario". Lui misura il successo sui cantieri, non sulla creazione stabile di ricchezza e di posti di lavoro». Sulle dichiarazioni di Dipiazza, così Antonella Grim (Italia viva): «Non basteranno turismo né portualità e logistica ad assicurare una Trieste delle opportunità per tanti nostri giovani, né tantomeno per gli ultra quarantenni rigettati sul mercato del lavoro». --