La firma sul patto a tre: Porto vecchio accelera Da giugno le alienazioni

Giovanni TomasinTRIESTE. Sei mesi. E poi dieci anni. Sono i tempi scanditi per l'inizio della vendita dei magazzini e per il termine ideale dei lavori, così come li delinea il testo che avvia l'accordo di programma sul Porto vecchio. Il documento è stato firmato ieri mattina dal sindaco Roberto Dipiazza, dal presidente regionale Massimiliano Fedriga e dal presidente dell'Autorità di sistema portuale Zeno D'Agostino. Il cronoprogramma fissa a giugno prossimo la nascita del Consorzio di gestione (entità pubblica al 100% che sostituisce la fantomatica «società di gestione» di cui s'era parlato finora) e quindi l'inizio delle alienazioni. La conclusione delle attività è fissata invece al giugno 2030.Seguiamo le orme di Keynes, secondo cui l'unica plausibile previsione a lungo termine è che «saremo tutti morti», e concentriamoci quindi sui passi più imminenti.I prossimi passaggi sono il completamento della Vas, la Valutazione ambientale strategica, per la quale nel febbraio 2020 è prevista la predisposizione del Rapporto ambientale, ovvero il testo in cui si individuano, descrivono e valutano gli impatti che il piano potrebbe avere. In quell'occasione il Rapporto sarà messo a disposizione del pubblico.Al contempo il Comune si impegna a definire le necessarie varianti al Piano regolatore cittadino, la cui entrata in vigore è prevista per il maggio prossimo. In aprile dovrebbe venir stipulato l'Accordo di programma, mentre in giugno è prevista la costituzione del Consorzio di gestione (da quanto riportato nell'accordo, l'ente si chiamerà "Ursus"), cui prenderanno parte Comune, Regione e Adsp.Un calendario serrato, al termine del quale dovrebbe iniziare la fase di «valorizzazione dei beni da parte del Consorzio», de facto la vendita dei lotti di cui è prevista l'alienazione.Il sindaco Roberto Dipiazza ha commentato in termini euforici la firma: «Oggi è una delle mie più belle giornate da sindaco e dà l'avvio a una serie di iniziative con tappe ben precise coordinate da Comune, Regione e Autorità portuale. Sono molto soddisfatto dal sodalizio di tre enti che corrono verso lo stesso obiettivo e che preannuncia uno straordinario 2020, grazie alla grande collaborazione con i presidenti Fedriga e D'Agostino».Lo stesso Fedriga ha tessuto le lodi della propensione a «fare sistema» delle istituzioni territoriali, citando l'esempio della collaborazione sul Porto nuovo. «In tale quadro - ha aggiunto - il Porto vecchio rappresenta un'occasione fondamentale per l'intero Paese, perché grazie alla sua estensione è lo spazio ideale per l'insediamento di nuove attività economiche ad elevato valore aggiunto».D'Agostino ha sottolineato il carattere pratico e non solo formale della firma: «Coordinando gli sforzi fra gli enti si evitano intoppi. Così evitiamo di dover addossare alla "burocrazia" eventuali ritardi». A dispetto della sdemanializzazione di buona parte dell'area, il Porto continuerà a giocare il suo ruolo sul fronte mare, anche alla luce del possibile sviluppo crocieristico dell'area. Ma anche perché l'obiettivo "merci zero" in Porto vecchio fa sì che «chi oggi fa business in quello spazio potrà usufruire delle alternative che stiamo costituendo in Porto nuovo», ha spiegato D'Agostino.Sono stati resi pubblici ieri il testo sottoscritto in mattinata, il cronoprogramma e una mappa delle aree che resteranno di pertinenza comunale (i magazzini 20, 26, 27 e 27-bis, 28 e altri ancora, vedi articolo a destra). La mappa esibita in occasione della firma dell'accordo è invece la bozza di zonizzazione urbanistica, che vede linea di costa e moli di pertinenza portuale, l'area dal 26 al terrapieno destinata ai servizi e la gran parte dei magazzini (quelli da alienare) adibiti a «funzioni miste». Come rilevato da Riccardo Laterza dell'associazione Tryeste, ancora non si conoscono i contenuti del futuro statuto del Consorzio, il cui ruolo almeno sulla carta sarà nodale per lo sviluppo dell'area. --© RIPRODUZIONE RISERVATA