Una messa in memoria di Rosato: «Si è sempre battuto per Servola»

il ricordoDal cavalier Giovanni Arvedi agli operai, dalle autorità politiche ai sindacati. In prima fila la moglie e i quattro giovani figli. Erano in tanti ieri alla messa di commemorazione voluta dai vertici della Ferriera di Servola per ricordare l'ex direttore dello stabilimento Francesco Rosato, scomparso il 12 luglio all'età di 49 anni. «Manca tanto anche a me», ha detto il vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi all'inizio della cerimonia, richiamando la malattia di Rosato, «uomo veramente speciale, che riusciva sempre a cercare mediazioni in situazioni difficili e complesse». Crepaldi si è soffermato sullo spirito che ha animato l'impegno ventennale di Rosato a Servola: «Ci metteva l'amore e l'anima, con il sogno di vedere la crescita di questa famiglia e un futuro certo, capace di garantire serenità». Poi il presule ha parlato del presente: «Non è nelle competenze di un vescovo dire quali siano le soluzioni, ma bisogna avere fede e non smettere di lottare. Guardiamo avanti con speranza, come fa anche la proprietà col coraggio di andare avanti». La messa è stata celebrata in una stanza della palazzina uffici. Uno spazio spoglio, adornato con un semplice crocifisso di legno, davanti al quale prima del rito si sono abbracciati la moglie Rosy Russo e l'ingegner Arvedi, presente con il nipote e nuovo ad Mario Caldonazzo. Ad assistere alla messa erano presenti il sindaco Roberto Dipiazza, i deputati Ettore Rosato, Debora Serracchiani e Renzo Tondo, l'assessore regionale Fabio Scoccimarro, il consigliere regionale Francesco Russo (che di Rosato era cognato), il prefetto Valerio Valenti, gli imprenditori Francesco Parisi e Vittorio Petrucco, i segretari dei sindacati metalmeccanici e i rappresentanti delle Rsu, l'amministratore unico della Triestina Mauro Milanese e il champion di Esof 2020 Stefano Fantoni. Durante la commemorazione, Rosy Russo ha letto una lettera in ricordo del marito, richiamandone «il profondo senso della famiglia», che il manager estendeva allo stabilimento, «parte della nostra famiglia più che seconda famiglia: Francesco ha amato questo luogo, si è battuto contro chi non ci ha mai creduto, ha sostenuto tanti padri di famiglia come lui e ha perso il sonno quanto il budget ha trasformato le persone in numeri. Era instancabile nei pensieri e nelle idee, con la sua capacità di unire esigenze diverse. So che manca anche a voi: usciamo di qui con la voglia di lavorare per la nostra città e per la Ferriera». Nell'atrio della palazzina uffici è stata poi scoperta una targa in memoria del manager.Rosato era stato ex direttore della Ferriera e uomo chiave nel passaggio di proprietà fra Lucchini-Severstal e gruppo Arvedi, dopo essere arrivato a ricoprire ruoli apicali nello stabilimento prima dei quarant'anni. A Trieste il top manager aveva svolto il decisivo ruolo di advisor nell'arrivo della proprietà attuale, dopo che nel 2013 l'allora sindaco Roberto Cosolini lo aveva indicato quale consulente del Comune nella delicata partita del rilancio della Ferriera. Negli ultimi anni Rosato era stato attivo come consulente per varie aziende e imprese. --D.D.A.© RIPRODUZIONE RISERVATA