La faglia "killer" di 85 chilometri che ha già colpito in tutti i Balcani

focusSfefano GiantinUna faglia lunga 85 chilometri. È la "colpevole" del grande terremoto che ha colpito martedì notte l'Albania. Lo ha illustrato ieri l'Istituto nazionale italiano di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) in un'approfondita analisi del fenomeno sismico che sta colpendo da giorni in particolare l'area attorno a Durazzo. Fenomeno che si è generato «nelle Albanidi», una lunga catena montuosa «strutturata per pieghe e faglie inverse», ha illustrato l'Ingv, ricordando che «diverse di queste faglie sono state riconosciute come attive e potenzialmente sismogeniche già negli anni passati». I sismologi italiani, inoltre, hanno suggerito che un altro forte terremoto, quello del 21 settembre 2019 (M 5,8), si sia prodotto in maniera speculare. Il sisma più recente ha avuto tuttavia effetti ancora più disastrosi a causa dell'amplificazione dovuta alle «condizioni geologiche della regione», ha aggiunto l'Ingv, puntando il dito su «alcuni bacini» di sedimenti non consolidati che potrebbero aver aumentato «anche di quattro o cinque volte» la potenza del sisma rispetto agli effetti prevedibili in un'area con suolo roccioso e consolidato. Terremoto in Albania che non è purtroppo un unicum in una regione, quella balcanica, a medio-alta sismicità. Lo conferma la lunga lista di terremoti disastrosi che hanno colpito i paesi dell'area solo nel Novecento. Il più recente - secondo l'analisi del professore giapponese Tokuji Utsu e uno studio di Abolmasov, Feric, Jovanovski e Arbanas - l'M 6,9 che distrusse ampie aree di Montenegro e Albania nel 1979, con epicentro nell'area tra Bar e Ulcinj (101 morti e danni enormi al patrimonio artistico). Il sisma in Montenegro fu preceduto due anni prima da quello che è ancora oggi il terremoto più potente registrato nella regione e il più letale (quasi 1.600 morti), quello di Vrancea, in Romania (M 7,2). Tre anni prima, a essere sconvolta da un sisma fu Banja Luka (M 6 e M 6,4). Nel 1963, fu ancora l'allora Jugoslavia a piangere per il sisma che distrusse Skopje (M 6,1) e causò oltre mille morti. Fu l'Albania (area di Corce) a essere invece colpita nel 1931 (M 5,9), mentre nel 1928 due terremoti scossero alle fondamenta Plovdiv, in Bulgaria (M 6,8 e M 7). Nel 1927, fu l'attuale Croazia a registrare un M 6,1, mentre cinque anni prima a tremare fu l'area attorno a Lazarevac, in Serbia (M 6). A inizio secolo, terremoti molto forti furono registrati anche in Albania (Scutari M 6,6 e Tepelene e Argirocastro M 6,3) e in Bulgaria (Tirnovo M 6,8). Secondo varie stime, tra il 1905 e il 2010 sono stati oltre 5mila i morti a causa dei terremoti registrati nell'ex Jugoslavia, in Grecia, Albania, Romania e Bulgaria. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI