orologio biologico da regolare così si prevengono le malattie

Dopo essersi laureato in Biotecnologie Mediche all' Universitá Federico II di Napoli, Marco Brancaccio si è trasferito a Trieste, dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Neuroscienze alla Sissa, nel laboratorio del professor Antonello Mallamaci: «Durante quegli anni ho sviluppato un interesse nel ruolo dei geni per codificare il nostro tempo interno, mediante meccanismi di oscillazione molecolare. Per approfondire lo studio di questi fenomeni ho intrapreso un postdoc nel prestigioso "Laboratory of Molecular Biology" di Cambridge, il laboratorio di Michael Hastings, uno dei massimi esperti dei ritmi circadiani». Recentemente ha ottenuto una posizione di docente all'Imperial College di Londra, dove ha iniziato la sua attività di ricerca indipendente, con un progetto finanziato dal "UK Dementia Research Institute". «Il mio interesse principale è lo studio dei ritmi circadiani e del sonno/veglia. Questi ritmi dipendono da una piccola area del cervello, il nucleo soprachiasmatico, un vero e proprio orologio biologico che coordina tutte le attività giornaliere del nostro corpo e ci tiene sincronizzati con il mondo esterno. I ritmi circadiani sono una parte così integrante della nostra vita, che ci ricordiamo di averli soltanto nei rari episodi di jet-lag. Eppure, nelle società moderne, il nostro sistema circadiano è sotto continuo attacco, ad esempio per la scarsa esposizione alla luce solare durante le ore di ufficio e la protratta esposizione alla luce artificiale nelle ore notturne». Questo "jet-lag cronico" è particolarmente grave nel lavoro con turni ed aumenta significativamente il rischio di contrarre diabete, cancro e demenza senile: «In particolare, i disturbi del ritmo circadiano e del sonno sembrano precedere di diversi anni l'insorgenza di morbo di Alzheimer. Io mi occupo di capire quali sono i meccanismi responsabili, con l'intento di reclutare gli orologi biologici per prevenire l'insorgenza della malattia». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI