Dipiazza bacchetta la Lega sul volontariato ai rifugiati

di Giovanni TomasinDritto come la ringhiera di Barcola. È la linea adottata dal sindaco Roberto Dipiazza sulla polemica che l'ala destra della sua coalizione ha scatenato sull'ipotesi di tinteggiare l'inferriata che separa viale Miramare dal Porto vecchio ricorrendo al volontariato dei richiedenti asilo. «Ma se la Regione ha stanziato 140mila euro per far fare il volontariato agli immigrati, ma perché io devo lasciarli là?», si chiede il primo cittadino.Dipiazza precisa il suo pensiero in una lunga intervista con Tele4: «Se adesso andiamo a crearci un problema politico per la ringhiera di Barcola allora è meglio se andiamo a casa», esordisce. La scelta, da lui annunciata a ridosso di Ferragosto, ha suscitato infatti un'alzata di scudi da parte della Lega Nord e di Fratelli d'Italia, che come un sol uomo son scattati al grido di «prima gli italiani».Risponde Dipiazza: «Ci sono 140mila euro messi a disposizione della Regione. Delle due l'una: o si prendono e si fanno certe cose, altrimenti vanno persi». Posto innanzi a cotanto bivio, il primo cittadino racconta d'essersi detto: «140mila euro per me sono importanti. La porta di casa nostra, cioè Barcola, è in quelle condizioni da cinquant'anni, periodo in cui nessuno ha mai tinteggiato la ringhiera».Prosegue ancora: «Allora ho chiamato Schiavone (Gianfranco, presidente di Ics, ente che con Caritas gestisce l'accoglienza sul territorio, ndr) e ho detto: "con quei 140mila euro vai a tinteggiarmi la ringhiera di Barcola"».Va detto che, nei giorni scorsi, lo stesso Schiavone è intervenuto lodando la volontà di apertura del Comune ma sottolineando come convenzioni del genere possano essere stipulate soltanto con associazioni già esistenti, che svolgano attività di carattere sociale. Che il volontariato dei rifugiati, insomma, funziona esattamente come il volontariato degli italiani.Ma torniamo al sindaco. Dipiazza spiega quale sia il suo approccio nella gestione di simili finanziamenti: «Quando si parla di denari, e in questo caso si parla di denari, sono sempre disponibile a utilizzarli. Perché devo lasciare alla Regione questi denari che sono stati stanziati anche per altri capoluoghi, come Udine, Gorizia e Pordenone? Sono fondi finalizzati agli extracomunitari, agli immigrati? Utilizziamo questi per fare un lavoro per la mia città». Il primo cittadino precisa infine che questo non comporta una sua conversione sulla via di Damasco sul tema dell'accoglienza: «Siccome li abbiamo (i richiedenti asilo, ndr), siccome li sopportiamo, siccome li manteniamo, almeno utilizziamoli per qualcosa che rimanga. Quando si amministra bisogna utilizzare le risorse. Le risorse le ha messe a disposizione la Regione e io le utilizzerò».Il sindaco-pensiero trova conferme anche negli esponenti della civica di cui è l'eroe eponimo, ovvero la Lista Dipiazza. Dice il capogruppo Vincenzo Rescigno: «I fondi sono finalizzati solo per integrare gli ospiti non invitati e non si possono utilizzare diversamente, questa è la linea angosciante e a discapito degli italiani della Regione. Io mi "turo il naso" e sto col nostro sindaco». Aggiunge il consigliere Roberto Cason: «Dobbiamo investire in programmi formativi al fine di avviarli ad attività, ad esempio di manutenzione della cosa pubblica».Chi invece stringe la mandibola è il capogruppo di Fratelli d'Italia Claudio Giacomelli: «Sono soldi pubblici che vanno dirottati sull'emergenza italiana. Invece così vanno alle solite associazioni che gestiscono l'accoglienza: no grazie. Anche perché lavori del genere tolgono spazi alle imprese locali». Il consigliere del Carroccio Antonio Lippolis sbotta: «A che serve vincere le elezioni e stare al governo di una città se poi la linea politica ce la danno quelli che le elezioni le hanno perse solo perché gestiscono un portafoglio più grande del nostro? I 140mila euro per i migranti... se li tenga pure la Serracchiani!».©RIPRODUZIONE RISERVATA