Migranti, Ziberna "dimentica" Gradisca

di Luigi MurcianowGRADISCA«Non augurerei l'esperienza di un Cara sul proprio territorio a nessun collega sindaco. Proprio per questo ritengo che l'esperienza di Gradisca, suo malgrado, possa essere utile ad affrontare la problematica dei richiedenti asilo: siamo l'unico centro governativo del Triveneto, non vedo perché non coinvolgerci». Non è piaciuta affatto, alla prima cittadina della Fortezza, Linda Tomasinsig, l'iniziativa del sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna di dare vita ad un vertice sui migranti fra i quattro sindaci dei capoluoghi regionali del Friuli Venezia Giulia. «Perché Ziberna convoca solo i sindaci dei comuni capoluogo - si chiede Tomasinsig -? Pur legittima, questa convocazione del sindaco di Gorizia rivolta ai suoi colleghi dei comuni ex capoluoghi di Provincia va allargata senz'ombra di dubbio a tutti i comuni maggiormente coinvolti nella problematica dell'accoglienza dei richiedenti asilo». Numeri alla mano, a oggi, le realtà che sul territorio regionale ospitano il maggior numero di richiedenti asilo sono (nell'ordine) Trieste, Udine, Gradisca e poi Pordenone e Gorizia. «Pertanto è assolutamente tempestivo l'incontro a Trieste con il ministro Minniti - riflette Tomasinsig - al quale posso anticipare che sarò presente anch'io come sindaco del comune ospitante l'unico centro governativo della Regione (e del Triveneto, ndr). Questo permetterà al ministro di avere un quadro esauriente della situazione dell'accoglienza in Friuli Venezia Giulia». Ciò è sempre avvenuto in passato con la convocazione del Tavolo di coordinamento regionale sui flussi migratori non programmati per il Friuli Venezia Giulia, al quale hanno finora partecipato tutti i livelli istituzionali: dal Governo, alle Prefetture, alla Regione e ai Comuni, nel tentativo di affrontare congiuntamente i problemi e cercare di risolverli in un'ottica di leale collaborazione. «Rispetto all'utilizzo di caserme in piccoli comuni come Fogliano Redipuglia o San Lorenzo, prospettato da Ziberna - sottolinea ancora Linda Tomasinsig - tengo a confermare la posizione del comune di Gradisca basata sull'esperienza fallimentare del Cara, cioè di una grande struttura di accoglienza (attualmente ospita più di 550 persone, ndr) in un comune di 6500 abitanti. Una esperienza che non augurerei a nessun sindaco, mentre sono convinta che se tutti facessero la loro parte accogliendo piccoli gruppi di persone il sistema funzionerebbe meglio e la gestione sarebbe sostenibile (anche per Gorizia). Purtroppo, spostare il problema al di fuori del proprio confine comunale non aiuta a risolverlo e acuisce la conflittualità sociale». Dal canto suo, già nei giorni scorsi il viceprefetto vicario di Gorizia, Antonino Gulletta, aveva sottolineato - ancora una volta - la necessità di alleggerire la struttura sita all'ex caserma "Polonio". All'orizzonte non sembrano, in ogni caso, esserci previsioni di trasferimenti, ma a balzare all'occhio è il fatto che a Ferragosto il flusso di arrivi si sia fermato per due giorni. E a fare riflettere è anche la decisione presa dall'Austria di mettere l'esercito al confine del Brennero in funzione anti-migranti. «Sembra una beffa - aveva affermato Gulletta - visto che loro sono un colabrodo nei confronti di Gorizia: i migranti che arrivano da noi passano proprio dall'Austria», l'amara considerazione.©RIPRODUZIONE RISERVATA