A Muggia scatta la “guerra” ai tavolini

di Riccardo Tosques wMUGGIA «Ci sono troppe occupazioni di suolo pubblico con tavolini e sedie, bisogna cambiare rotta». Nel giorno in cui a Muggia sorge un nuovo locale commerciale in piazza Marconi, l'assessore Stefano Decolle lancia l'allarme. Al posto dell'ex negozio di computer è stato inaugurato ieri, nel cuore del centro storico rivierasco, un nuovo locale commerciale. È un buffet gestito da Walter Bratos, che di fatto ha trasferito il "Wolly and Mamy", prima collocato in calle Tiepolo. La notizia è stata accolta con parziale riserva dall'assessore al Commercio: «È evidente che in piazza vi siano troppi tavolini, sedie e ombrelloni. Direi che dobbiamo iniziare a pensare a tutelare concretamente piazza Marconi con un vincolo di tutela monumentale». In effetti il centro storico, negli ultimi anni, ha visto una concentrazione di bar soprattutto in piazza Marconi e nelle vie limitrofe. Fattore che evidentemente ha fatto riflettere l'amministrazione Nesladek. «È necessario ripensare al centro storico con il prossimo Piano particolareggiato, da mettere in calendario subito dopo la pubblicazione sul Bur della variante al Prgc approvata recentemente, dove non si va a ragionare solo urbanisticamente ma con una attenzione particolare alle attività da incentivare nel centro storico», spiega Decolle. Nei progetti del Comune vi sono diverse azioni tra le quali agevolare il cambio di destinazione d'uso e l'ampliamento delle attività commerciali esistenti, e poter insediare piccole botteghe artigiane con punti vendita dialogando con gli altri enti (soprattutto Azienda sanitaria) per trovare le soluzioni consone a edifici con mille anni di storia. Inoltre, va affrontato con la Soprintendenza il problema dei vincoli sulla zona. «Se da una parte è necessario intervenire puntualmente su piazza Marconi con un vincolo di tutela monumentale che ne salvaguardi la bellezza che la renda viva e non un museo inavvicinabile, dall'altra le concessioni per occupazioni devono trovare giusto equilibrio tra le richieste dei locali pubblici e la dovuta salvaguardia della fruizione pubblica, sia dello spazio che del poter ammirare la facciata del Duomo», puntualizza l'assessore al Commercio. Altro punto importante è trovare il modo di sburocratizzare la gestione del cambio di destinazione d'uso dei locali. «Nei regolamenti si dice cosa si può fare, dovremmo partire dalla fermezza sul cosa non si può fare. Ad esempio: se diciamo che si possono mettere tende rosse ci troviamo a discutere sulla tonalità di rosso, se dicessimo che non si possono mettere tende rosse si escludono tutte le tonalità a priori», aggiunge Decolle. L'assessore al Commercio si toglie ancora una sassolino. «Il proprietario dei locali non può pretendere in questo tempo di chiedere affitti di 400-500 euro mensili per locali vuoti e inoperosi da anni: questo è un passo importante perché Muggia continui nella sua crescita». ©RIPRODUZIONE RISERVATA