Staranzano diventa il banco di prova del Pd

di Ciro Vitiello wSTARANZANO L'atto costitutivo e lo statuto sulle Unioni territoriali intercomunali approdano domani al Consiglio comunale di Staranzano. Un nuovo banco di prova, quello fissato alle 19.30, per la maggioranza, dopo il parere negativo a sorpresa espresso dall'assemblea consiliare di un mese fa sul referendum per la fusione di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano. La maggioranza si era divisa: il Pd, infatti, aveva votato in ordine sparso con sei consiglieri per il "no", due per il "si" e uno astenuto. Staranzano partecipa aveva votato "no". L'Uti alla quale fa riferimento il Monfalconese è dominata come Unione del Basso Isontino, comprendente i Comuni di Doberdò del Lago, Grado, Fogliano-Redipuglia, Monfalcone, Ronchi dei Legionari, Sagrado, San Canzian d'Isonzo, San Pier d'Isonzo, Staranzano e Turriaco. Le Unità territoriali intercomunali da costituire entro il primo ottobre 2015, fanno parte della legge regionale di riforma dell'assetto delle amministrazioni locali che ha l'obiettivo di rendere più funzionale, efficace ed economica la gestione dei servizi. Ma si attende ancora una "quadratura del cerchio" nel Pd. I primi segnali di una divergenza di posizione arrivano alla vigilia del consiglio proprio da Staranzano Partecipa espressione della maggioranza. «Nella loro configurazione attuale – spiega il gruppo - riteniamo che le proposte avanzate di "fusione e unione", presentino parecchie criticità, ma crediamo che un assetto di "federazione" fra comuni che mantengono le loro identità possa offrire più garanzie di una "fusione". Ci sembra pertanto più rilevante – aggiunge il gruppo - lavorare alla definizione di un regolamento nel quale vengano contemplate tra l'altro le competenze trasferite o trattenute dai Comuni, la definizione delle modalità di votazione, le armonizzazioni di procedure e la definizione di programmi politici condivisi». E ancora: «Siamo interessati a ogni forma di aggregazione - aggiunge quelli di Staranzano partecipa - che sia motivata dalla volontà di garantire una gestione sovracomunale del territorio e aumentare le modalità di partecipazione dei Comuni». Intanto, sul bilinguismo inserito a statuto dell'Uti, tuona la minoranza con Adriano Ritossa di Alternativa che ha già depositato una lettera al sindaco Riccardo Marchesan per annunciare ricorsi. Ritossa ha alle spalle una lunga esperienza del Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena («reputo di conoscere sufficientemente le norme di tutela»). «Se la nostra Uti - scrive Ritossa -, intende presentare così come predisposto lo statuto bilingue, anche in aree dove il bilinguismo non trova applicazione, troverà certamente il nostro ricorso al Tar, in quanto si tratterebbe di una grossolana forzatura». ©RIPRODUZIONE RISERVATA