Scaramella suona nel nome di Franco Russo

di Gianfranco Terzoli wTRIESTE L'esibizione del vincitore del Premio "Franco Russo" - promosso dalla moglie Silvia in ricordo del grande pianista triestino per sostenere giovani musicisti di talento - e una delle band europee più legate allo stile New Orleans e Chicago Jazz. Ancora un doppio concerto oggi a TriesteLovesJazz. Piazza Verdi dalle 21 ospiterà il premiato dell'edizione che cade nel decennale della scomparsa del maestro Russo: il pianista Giulio Scaramella. Goriziano, classe '87, diplomato con lode al Tartini, si esibisce con l'attuale gruppo, Oirquartet (Max e Marco Trabucco e Giovanni Perin). «È stata una sorpresa», rivela. «Il premio negli ultimi anni è andato a musicisti triestini o comunque attivi in quest'area, mentre a me, a parte la lunga esperienza in Conservatorio e alcuni concerti alle passate edizioni del festival, capita raramente di suonare da queste parti. La prima reazione è stata di stupore, seguito dall'entusiasmo per il riconoscimento e la possibilità di esibirmi su un palco così importante. Rappresenta uno sprone. Il jazz non è una scelta facile: improvvisare richiede anni di studio dello strumento e del linguaggio. Proporremo in anteprima – conclude - quasi interamente il nostro ultimo cd: registrato a marzo a Milano e prodotto dall'Abeat Records, uscirà a ottobre. Composto quasi interamente da brani originali, vede la partecipazione di Mirko Cisilino e Tommaso Troncon. E stiamo già lavorando al terzo, previsto per fine 2016». Seguono i Murwater Ramblers, fondati nel '57 dalla fusione di due band da Peter Ulbrich, Manfred Rasch e Wilhelm Haberler. «Proporremo – spiega il cantante Maurizio Nobili - brani del repertorio classico e dell'ultima produzione "Jelly Roll in our Soul", dedicata a Morton. Più un paio di sorprese». All'inizio si ispirano a Sidney Bechet e Louis Armstrong All Stars, ma sviluppano presto un loro suono, che ampliano negli anni con innesti musicali provenienti dalle altre band in cui i componenti suonano: ritmi latinoamericani ed est-europei si mescolano al jazz tradizionale. «Unire musicisti italiani sloveni e austriaci – prosegue - non è stato difficile. Graz già negli anni '50 era estremamente attiva, soprattutto in ambito jazz. Negli anni '60 apre il primo corso di studi di musica jazz in Europa che diventa un punto d'incontro di musicisti da tutto il mondo. Ora lavoriamo a una reunion e siamo molto felici di poter iniziare il nuovo percorso proprio da Trieste». ©RIPRODUZIONE RISERVATA