Coop, le "chicche" della Regione e lo sdegno di Bolzonello

LA LETTERA DEL GIORNO Il 5 febbraio si è tenuta una discussione - durante il Consiglio regionale - su una mozione del Movimento 5 Stelle, mozione poi respinta a larga maggioranza. Uno sdegnato Sergio Bolzonello, vicepresidente della Giunta, ha così concluso: «Non accetto che qui si accusi questa amministrazione o quelle precedenti di non aver esercitato compiti che non potevano essere esercitati». Prima, però, ha letto e commentato con puntiglio gli articoli della legge regionale (la 27/2007) che dispone sui temi della vigilanza, apparentemente trovando in essi conforto alle proprie tesi. I consiglieri Ussai e Sergo avevano infatti sostenuto che la legge legittimasse l'intervento della Regione «ogni qualvolta se ne ravvisasse la necessità», non solo su espressa segnalazione di un socio. Così infatti c'è scritto, ma l'assessore Bolzonello, pur avendo letto la medesima frase riportata da Ussai, è rimasto di avviso contrario. Ma il vicepresidente regionale ha fornito altri particolari che val la pena riferire: nel gennaio 2013, il direttore del Servizio regionale per la cooperazione aveva richiesto una ulteriore e indipendente revisione straordinaria dopo aver letto - e non avallato - quella di Mirella Torchio (che concludeva con l'incredibile "Tutto ok" nel 2012. Tale richiesta è stata valutata dalla Commissione regionale per la cooperazione (organo solo consultivo, composto da uomini di Legacoop e Confcooperative) ben 6 mesi dopo (il 10 giugno 2013). L'oratore ha spiegato che «in quella riunione s iera deciso di rinviare la discussione alla prossima seduta. Nelle successive sedute l'argomento non è stato più trattato». Insomma, la Commissione ha ignorato una richiesta motivata del direttore dell'ufficio preposto. Perché? Perché non ne hanno più parlato? L'assessorato si è dunque accontentato della non risposta di un organo consultivo per non muoversi. Per inciso, nel frattempo a quel direttore - evidentemente "scomodo" - è stato cambiato l'incarico e quell'ufficio è stato accorpato a un altro. Il fatto permette di apprezzare l'efficienza di cui sono capaci, se e dove vogliono. Ci sono molte altre chicche. Una riguarda le "Osservazioni sul bilancio 2011" inviate dal socio Lonzar nel maggio 2013: finalmente sappiamo come mai il vicepresidente Bolzonello e la presidente Serracchiani non ne hanno saputo niente fino a poco tempo fa. Semplice: quelle "osservazioni" riguardo fatti gravissimi (poi servite come base alla magistratura per il suo intervento) si riferivano a un anno passato (2011), dopo di che erano arrivate le successive revisioni ordinarie e quella straordinaia (della Torchio) che attestavano la regolarità dei bilanci. Quindi che motivo c'era per preoccuparsi? Tutto a posto, ognuno ha fatto il proprio dovere. Ammissioni francamente imbarazzanti, eppure un uditorio di simpatizzanti ha espresso con il voto l'appoggio a Bolzonello, come se egli avesse dimostrato al di là di ogni dubbio la sua piena ragione. A noi è rimasto viceversa qualche dubbio sulla capacità dei consiglieri di comprendere appieno i contenuti del discorso che hanno udito. Fabio Franchi, Teresa Bianco, Pietro Machne, Franco Tauceri, Renato Fabian, Andrea Rizzello