Inquilini Ater morosi, debito di 1,7 milioni

di Gianpaolo Sarti wTRIESTE In Friuli Venezia Giulia quasi 2mila famiglie che vivono in un alloggio Ater non sono in regola con il pagamento dell'affitto mensile. Rappresentano il 7% del totale degli oltre 25mila inquilini distribuiti nei cinque enti di Trieste, Gorizia, Udine, Pordenone e Alto Friuli. La Regione si trova così sul groppone oltre un milione e 700 mila euro di crediti. Nel 2011 era poco più un milione, segno che al denaro non ancora riscattato si sono aggiunti di anno in anno altri casi. Uno specchio della povertà o della semplice "negligenza" dei cittadini. Maglia nera a Gorizia e Udine, con il 12% e il 9% delle morosità. Trieste, in cui l'operazione recupero sta portando risultati, si colloca al 4,3%. Complessivamente ogni anno le Ater perdono tra l'1% e il 2% degli incassi, nonostante i solleciti e i contenziosi legali. Il quadro I dati sono stati raccolti dall'assessorato alle Infrastrutture che fa capo a Mariagrazia Santoro e si riferiscono ai bilanci dei cinque enti territoriali per il periodo 2011-2013. Un arco temporale in cui appare evidente come alla voce "morosità" la Regione si trovi con crediti in crescendo. Non tanto nell'incidenza del fatturato annuale, che nell'intero Fvg oscilla mediamente tra l'1 e il 2%, quanto sulla somma di denaro che ogni anno si trascina dietro. Un problema che deriva sia dalla difficoltà di recuperare il pregresso, sia dalle nuove famiglie che faticano a finire il mese. Nel 2013 risultano 1.852 casi su un totale di 26.764 inquilini, vale a dire il 7% per 1.741.872, 33 euro. Un miglioramento rispetto il 2012 (1.810.734,78 euro), ma un'impennata dal 2011 (1.097.950,11 euro). Udine e Gorizia in difficoltà L'Ater di Udine è la più in difficoltà: dalle 219 famiglie del 2011 si è saliti alle 661 nel 2013, per un ammanco di quasi 600 mila euro. Tre volte tanto per un ente che evidenzia uno dei tassi di morosità più elevati, pari al 9%. Fa peggio Gorizia: qui i dati forniti dalla Regione tengono conto soltanto alle cifre superiori ai 100 euro; basta questo per far balzare l'isontino al 12% per oltre 430 mila euro, a fronte dei 133 mila del 2011 e i 225 del 2012. Pordenone si ferma al 4%, mentre l'Alto Friuli è al il 5,6, realtà che con i suoi 1.056 inquilini porta numeri più contenuti: 38 mila euro di perdite. Trieste in recupero Nel capoluogo, come noto, si conta il maggior numero di alloggi in assoluto: 10.843. 470 famiglie non risultano a posto col pagamento del canone (4,3%), ma l'ente triestino è riuscito a riprendere una parte della somma mancante. Dai 680 mila euro del 2011, si è passati ai 968 mila del 2011 e ai 571 mila del 2013, sebbene si sia aggiunta una ventina di nuove insolvenze. Considerando il fatturato annuale, invece, la morosità nel 2013 è stata dell'1,7%; una diminuzione rispetto alle annualità precedenti, ma sopra la media dell'1 % che caratterizzava gli andamenti fino al 2010. L'intervento della Regione «L'analisi restituisce un quadro coerente con la difficile situazione che stiamo attraversando», commenta Santoro. «Le morosità sono molteplici e diversificate e vengono trattate dall'amministrazione delle Ater con estrema delicatezza, prima di giungere all'apertura di contenziosi legali». Per fronteggiare l'emergenza, lo Stato sta provvedendo a un nuovo riparto tra tutte le regioni con il "Fondo inquilini morosi incolpevoli" che ammonta a 32,73 milioni di euro per il 2015. Nello schema di decreto del Lupi, al Fvg spettano 587.920,53 euro. Da Roma è giunto un ulteriore milione a sostegno delle locazioni per l'annualità 2014. I mutui casa Mara Piccin (Gruppo Misto), intanto, sollecita la Regione a fare chiarezza sui presunti ritardi nell'erogazione dei contributi sull'edilizia agevolata. «Moltissime giovani coppie – accusa in un'interrogazione – decidono di acquistare una casa anche grazie all'incentivo regionale, che copre fino al 20% del costo totale, ma si ritrovano prese in contropiede quando scoprono che le rate del contributo sono erogate con oltre 12 mesi di ritardo dalla presentazione della domanda». Un meccanismo, risponde Santoro, «introdotto dal centrodestra e che noi ridurremo di 6 mesi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA