Lupi convoca la terna per il Porto di Trieste

di Silvio Maranzana wTRIESTE I tre candidati alla guida del porto di Trieste faccia a faccia con Maurizio Lupi. Ventiquattro ore dopo la lettera di sollecito da parte del sindaco Roberto Cosolini, ma anche a seguito della lunga campagna di stampa del Piccolo oltre che degli inviti partiti già a fine dell'anno scorso dalla stessa Regione, il ministro ha convocato i pretendenti al vertice dell'Authority. «Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti incontrerà, a partire da domani (oggi, ndr), le tre persone indicate nella terna per la nomina del presidente dell'Autorità portuale di Trieste: Zeno D'Agostino, Rosario Antonio Gurrieri e Nereo Paolo Marcucci». Questo il mini-comunicato diramato ieri dal dicastero di Lupi che ha svelato una procedura poco seguita in passato allorché le nomine sono state perlopiù fatte senza colloqui ufficiali. «Non è affatto una procedura ad hoc per il porto di Trieste - ha comunque precisato il portavoce di Lupi - il ministro non conosce di persona i tre candidati (ma forse per Marcucci, presidente nazionale di Confetra non è proprio così, ndr) e quindi intende vederli e sentirli per procedere con estrema serietà. È il suo modo di agire, lo ha già fatto di recente per altre nomine». Confermato che il primo a sedersi di fronte al ministro sarà già alle 10 di questa mattina Zeno D'Agostino, manager dell'interporto Quadrante Europa di Verona proposto dai Comuni di Trieste e di Muggia che oltretutto sembra partire in pole position. A ruota le "audizioni" di Antonio Gurrieri, dirigente della stessa Authority di Trieste candidato dalla Camera di commercio e di Nereo Marcucci, presidente nazionale di Confetra indicato dalla Provincia. «La convocazione dei candidati alla guida del porto da parte di Lupi è una gran bella notizia che oltretutto arriva poche ore dopo la mia lettera di sollecito - ha commentato il sindaco Cosolini - mi auguro che nel giro di qualche giorno il ministro scelga e proponga il nome selezionato alla condivisione da parte della governatrice Debora Serracchiani. A breve il Parlamento sarà monopolizzato dalle elezioni per il nuovo presidente della Repubblica e se la nomina deve poi passare anche attraverso il parere delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato, l'urgenza di fare in fretta rimane tutta». Dato che molte settimane dalla proposta delle candidature sono infatti già trascorse senza che dal ministero arrivasse alcun segnale, il mandato di Marina Monassi non scadrà il 19 gennaio, al termine dei quattro anni di mandato, ma scatterà la proroga tecnica che terrà Monassi ancora in sella, al vertice della Torre del Lloyd, per un massimo di 45 giorni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA