Ragazzina braccata per mesi A giudizio il persecutore

di Corrado Barbacini Si chiama Bojan Novakovic, 40 anni, cittadino serbo. È un incubo. Ha incontrato per caso una ragazzina di neanche 18 anni in centro. Non conosceva nemmeno il suo nome. Senza motivo l'ha puntata e per mesi, secondo il pm Maddalena Chergia, l'ha perseguitata. Ogni giorno, senza tregua. L'ha seguita per la città. Ma l'ha anche insultata e di fronte al rifiuto, le ha sputato dietro. Poi ha scritto il suo nome sui muri del centro, associandolo a frasi offensive. Ha addirittura seguito in bici l'autobus sul quale la ragazza stava viaggiando e poi ha continuato nelle offese colpendo con un pugno il veicolo dopo averlo raggiunto con la bicicletta. L'uomo insomma si è reso protagonista di una storia del tutto simile a quella che già qualche anno fa, vittima allora una donna, gli era costata una condanna. La storia si ripete. Ieri mattina il gip Luigi Dainotti ha rinviato a giudizio Novakovic accogliendo la richiesta del pm Chergia. L'uomo era assistito dall'avvocato Matteo Di Bari. La parte civile è stata rappresentata dall'avvocato Alberto Kostoris. L'udienza dibattimentale è stata fissata per il 4 febbraio davanti al giudice Enzo Truncellitto. Le accuse nei confronti dell'uomo sono pesantissime. In un'occasione Bojan Novakovic, dopo averla pedinata e raggiunta, ha anche trattenuto la sua vittima cercando di bloccarla nel sottopassaggio della stazione. Un'altra volta si è piazzato davanti alla scuola frequentata dalla ragazza attendendola fino all'uscita. La scorsa estate, quando la ragazza era andata al Cantera per festeggiare il suo compleanno, l'ha raggiunta e l'ha minacciata: «Io so cosa fai e dove vai. Ti uccido». E ancora sempre nello stesso periodo ha seguito la giovane fino al bar La Bohème alla riviera di Barcola e anche all'Ausonia. Non le ha dato tregua. Al punto che la giovane si è chiusa in casa terrorizzata. Perché appena usciva in strada se lo trovava davanti. Tutto questo secondo il pm Chergia ha determinato nella giovane un grave stato di prostrazione psichica e di paura: un malessere del tutto comprensibile in qualunque persona sia vittima di una vicenda simile. La giovane, a causa di quella che non si può che definire persecuzione, è andata a sporgere denuncia alla Polfer e da lì sono scattate le indagini che hanno portato all'arresto dell'uomo. Accusa: stalking. Due anni fa Novakovic, come si accennava, era stato condannato a tre anni e 6 mesi e 50mila euro da versare alla vittima per una storia-fotocopia. Era finito nei guai dopo la denuncia della vittima. conosciuta casualmente come cliente di un bar del quale lei è proprietaria assieme alla madre. Dapprima aveva corteggiato la ragazza in maniera sempre più insistente. Poi, quando lei lo aveva mandato via, l'aveva minacciata e perseguitata per un anno, dall'aprile 2009 allo stesso mese del 2010. La vittima di questa vicenda all'inizio aveva tentato di resistere. Poi, terrorizzata, si era rivolta ai carabinieri: «Aiutatemi». L'uomo, aveva raccontato la vittima di allora, si presentava al bar a tutte le ore non c'era modo di mandarlo via. Novakovic l'aveva aspettata spesso sotto casa. L'aveva pedinata. Per settimane le aveva inviato una valanga di messaggini. E infine con un cacciavite aveva rigato la carrozzeria della vettura della ragazza e scritto con lo spray frasi fin troppo eloquenti sui muri dello stabile. ©RIPRODUZIONE RISERVATA