«La tendopoli di via Brass è stata dannosa»

«In fatto di accoglienza di immigrati e richiedenti asilo, Gorizia ha già dato. Ora tocca anche agli altri». Il sindaco Romoli, potesse, lo ripeterebbe in tutte le lingue del mondo, tanto per chiarire ulteriormente il concetto: Gorizia non si sottrae all'ineluttabile dovere di fare la sua parte nell'emergenza richiedenti asilo, ma l'ha già fatto e non può accettare di sostenere sulle sue spalle quasi metà del peso dell'immigrazione in regione. Lo ripeterà anche oggi, durante l'incontro che metterà di fronte al Prefetto i sindaci dell'Isontino, e l'ha ribadito una volta di più ieri sera in Consiglio comunale, stimolato da un'interrogazione sul tema del consigliere di Gorizia è Tua Michele Bressan. Il quale ha stigmatizzato alcune prese di posizione del primo cittadino in queste settimane («Il problema accoglienza non si risolve scaricando le responsabilità», ha detto), e ha chiesto quali intendimenti il Comune abbia per il prossimo futuro. «La mia posizione è chiara – ha detto Romoli -. Io non sono contrario all'accoglienza dei richiedenti asilo, ma sono contrario al fatto che quest'accoglienza avvenga solo a Gorizia. A parte la nostra città, Gradisca e, in misura minore, San Canzian d'Isonzo, nessun altro si sta facendo carico di un solo richiedente asilo, e i sindaci trovano tutte le scuse possibili per non averli. Sta di fatto che su circa mille immigrati presenti in regione, 450 sono tra Gorizia e Gradisca: se questo vi sembra normale, per me non lo è». Il "peccato originale", secondo Romoli, è stato aver lanciato all'esterno, sostanzialmente con il caso tendopoli, il messaggio che a Gorizia in un modo o nell'altro i migranti una sistemazione la trovano, con il risultato di aumentare esponenzialmente gli arrivi in città. Il consiglio comunale di ieri sera comunque ha affrontato in apertura moltissime altre piccole e grandi questioni, durante lo spazio concesso alle interrogazioni. Marilka Korsic ha rispolverato l'annoso problema dei passi carrai (come quello dell'ex Banca d'Italia in via Codelli) privi di indicazione dell'autorizzazione legislativa, e dunque di fatto non validi, che portano a multe contestabili e contestate e a situazioni di disparità e poca chiarezza: il sindaco Romoli ha ammesso il problema e chiesto alla Polizia Locale di effettuare un monitoraggio e eliminare o adeguare i cartelli incriminati. Segnalazioni interessanti sono arrivate da Livio Bianchini (Sel), sulla pericolosa pista ciclabile sul marciapiede di via 24 Maggio nei pressi di corso Italia, e sulla mancanza la mancanza di acqua corrente nel cimitero centrale, e da Rosi Tucci (Gorizia è Tua), che ha ricordato la pericolosità dell'incrocio tra le vie Orzoni, Scodnik e Mighetti, e quella del tratto di via Trieste nei pressi del McDonald's, dove manca un adeguato attraversamento pedonale. (m.b.)