I DUE MATTEO ALLA PROVA DELL'URNA

di FRANCESCO JORI Dunque, ogni "prova di voto" acquista un interesse particolare, perché aiuta a misurare tanto lo stato dei rapporti tra forze politiche quanto gli equilibri interni a ciascuna. In tal senso, sia in Emilia-Romagna che in Calabria, il Pd parte con i favori del pronostico; a maggior ragione nella prima, che storicamente ha rappresentato assieme alla Toscana il baluardo dell'ex zona rossa, e che oggi mantiene tale ruolo per il centrosinistra. Ma ormai da anni, i responsi delle urne non sono più scontati come un tempo, anzi producono sorprese a ripetizione: sono passati già quindici anni, ma rimane nitido il ricordo dell'impresa compiuta nel 1999 da un ruspante Giorgio Guazzaloca, riuscito a espugnare da destra Bologna, la Stalingrado rossa. E da allora, non solo in Emilia, la sinistra ha offerto e continua ad offrire reiterate repliche della sua straordinaria capacità di farsi del male da sola. C'è comunque del brivido pure sull'opposto versante: il rumoroso segretario della Lega Salvini ha lanciato un'esplicita sfida al declinante Berlusconi, con l'obiettivo dichiarato di operare proprio in terra emiliana un clamoroso sorpasso su Forza Italia. Tutt'altro che fine a se stesso, chiaramente: in palio c'è la supremazia nel centrodestra in chiave nazionale, con la conseguente scelta del candidato premier. A questo quadro d'insieme va aggiunto un elemento apparentemente minore, ma niente affatto secondario: la credibilità della Regione come istituto. Nato con oltre vent'anni di ritardo rispetto a quanto previsto nella Costituzione, ha recuperato in fretta il gap ma avallando copiosamente le ragioni degli scettici. Oggi, in tutta Italia, 17 consigli regionali su 20 per un totale di oltre 300 consiglieri risultano indagati per scelte a dir poco disinvolte specie nell'uso dei rimborsi: con gente che è arrivata a scaricare sulla comunità, mettendoli in nota-spese, perfino un prodotto da sex-shop e lo scontrino di una toilette. Già l'Unione Europea segnala che il futuro è delle città più che delle regioni, e regola su questo concetto i propri fondi strutturali; e la Germania ha avviato un piano per la riduzione dei lander da 16 a 11. O l'Italia capisce l'antifona, o la sacrosanta autonomia da noi rimarrà una presa in giro. Destinata a una morte al buio, e senza rimpianti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA