Trieste capitale dell'occulto? Sembra proprio di sì

la lettera del giorno Nell'articolo del 2 ottobre sulla presunta infestazione dell'appartamento di una seguace triestina del guru indiano Sai Baba, si fa riferimento al "caso di Trieste, città ritenuta una piazza di frequentazioni esoteriche". Questa nota reputazione sembra contraddire l'immagine secolarizzata che viene contemporaneamente attribuita a Trieste. È risaputa la forte presenza in città fin dall'Ottocento di numerose logge appartenenti a obbedienze e riti massonici, tanto che l'ex sindaco Manlio Cecovini è stato al vertice del Rito scozzese antico e accettato del Grande Oriente d'Italia, la più importante obbedienza massonica italiana. La presenza della massoneria è pubblica e si intreccia con la storia stessa della città. Ma si sono anche letti inquietanti articoli di cronaca su ritrovamenti di segni di riti, in certi casi con sacrifici di animali, riconducibili presumibilmente al cosiddetto satanismo acido di gruppi giovanili, spesso anche fan di band musicali black metal. Ma pare che si tratti solo della punta dell'iceberg. Sui social network e su forum locali si legge che a Trieste opererebbero anche satanisti adulti sia di impostazione religiosa tradizionale che del tipo cosiddetto razionalista, sul modello della Chiesa di Satana, fondata in California da Anton La Vey negli anni Settanta. Oltre al satanismo, ci sarebbe poi la presenza di molte altre forme di esoterismo e occultismo molto diverse tra loro, come la new age, i seguaci di guru orientali, la magia naturale e la magia cerimoniale, la stregoneria mediterranea e la stregoneria nordica, detta Wicca, il neo paganesimo celtico e di altre tradizioni, la corrente thelemita del mago inglese Aleister Crowley e un gruppo d'èlite che praticherebbe con bellissime modelle quei rituali ierogamici che sono anche stati messi in scena da Stanley Kubrick nel film Eyes Wide Shut. In certi casi questi gruppi opererebbero in luoghi privati, sia a Trieste che nella vicina Slovenia. Ma, in altri casi, avrebbero utilizzato in passato, o utilizzerebbero tuttora, aree portuali, boschi di Pian del Grisa, rovine di antichi templi ubicati in doline carsiche, come il Tempio Celtico o Tempio di Cernunno di Basovizza, la Pozza Romana di Opicina o il cosiddetto Tempio dei Druidi di Fernetti. Anche se in questo mondo sommerso è difficile distinguere tra realtà e leggenda, qui a Trieste, grattando la patina di laicità secolarizzata, si trova tanto di quell'esoterismo che forse ha ragione chi ci considera uno dei punti nevralgici dell'occulto in Europa. Sara Degrassi