Luiso: guardo, taccio e lavoro ma i tifosi meritano chiarezza

di Antonello Rodio wTRIESTE Lo hanno privato dei suoi due collaboratori più stretti, gli hanno tolto due allenamenti e tutto attorno a lui sembra crollare: Pasquale Luiso però non demorde, annuncia che oggi sarà regolarmente presente alla ripresa del ritiro, ma ovviamente pretende chiarezza. Dopo un week-end caratterizzato da misteri e colpi di scena, il tecnico della Triestina prova a fare il punto della situazione. Luiso, la prima cosa da chiarire riguarda i suoi collaboratori: perché sono stati mandati via? È arrivata comunicazione da parte della proprietà che bisognava tagliare i costi e ridurre le spese. A me è dispiaciuto tanto, perché stavamo lavorando bene. E lei cosa ne pensa? Non sono un allenatore affermato e non posso permettermi di dire molto di fronte a questo tipo di problemi: posso anche rinunciare al tattico, ma un altro preparatore atletico me lo devono trovare. Io ho ancora entusiasmo, ma anche per quella che è la mia immagine, cercherò di capire cosa succede. Ma chi sta prendendo materialmente queste decisioni? Non lo so neanch'io chi sta prendendo delle decisioni come quella di allontanare un preparatore atletico durante il ritiro. Diciamo che sto guardando in silenzio, faccio il mio lavoro e sto facendo il professionista: mi hanno tolto lo staff, spero mi trovino un preparatore. Per il resto Lotti è un ottimo elemento, e c'è sintonia anche con il preparatore dei portieri. Altro giallo: perché il ritiro si è fermato per due giorni? Chiarisco: io non dovevo andare a casa come ho sentito dire, non ho deciso io di fermarsi. Venerdì è entrato nello spogliatoio il magazziniere che ci ha trasmesso la comunicazione da parte della società, la quale aveva deciso di sospendere per due giorni gli allenamenti. Con che motivazioni? Problemi societari. A quel punto ho dato due giorni di riposo ai ragazzi e sono tornato a casa a salutare i familiari. Ma alla ripresa lei ci sarà? Certo, io lunedì (oggi, ndr) sono a Trieste. Ho un contratto firmato con Mbock, sono l'allenatore della Triestina e nessuno mi ha detto qualcosa in contrario. È vero che qui mi ha portato Pontrelli, ma mi ha portato davanti alla proprietà che mi ha accettato e a cui evidentemente andavo bene, visto che mi ha fatto firmare. Ma come mai se l'è sentita di affrontare questa avventura? Era a conoscenza dei problemi? Sapevo che c'erano dei problemi, ma pensavo che la soluzione fosse imminente. E quello che ho fatto, lo rifarei. Ma ora voglio capire, sono ambizioso e voglio chiarezza. Che sia Mbock, che sia Pontrelli o che venga De Laurentiis, bisognerà sistemare la situazione e dire chiaramente alla gente cosa facciamo, perché bisogna avere rispetto per una tifoseria che sta soffrendo tanto. In questo caos non è arrivato nessuno dei rinforzi annunciati, né tantomeno Godeas o Piscopo. Il problema adesso non sono i giocatori. La prima cosa è risolvere i problemi societari: capire cosa succede, chi decide, chi può risolvere tutto. Comunque guardate che una squadretta già c'è. In che senso? Che ci sono giovanotti di belle speranze, e almeno un paio di giocatori superiori alla categoria, come Edgar e Guerain. C'è un buon materiale di partenza, certo servono quattro o cinque esperti da inserire, come ad esempio potrebbero essere Godeas e Piscopo: non dico per vincere o per salvarsi, ma per fare il campionato. Poi una volta definita la rosa, si potrà dire che stagione si andrà a fare, perché io sono abituato ai fatti e non alle chiacchiere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA