Accordo in extremis per Ideal Standard

Poste non arretra. Gettando l'intera trattativa tra Alitalia ed Etihad in una situazione di stallo. Il cda della società guidata da Francesco Caio (foto) ha condiviso la logica industriale e di mercato dell'impostazione data nei giorni scorsi alla partecipazione all'operazione Alitalia-Etihad: un "sì" condizionato, i cui paletti hanno fatto irritare le banche e gli altri azionisti, mettendo a rischio l'intera operazione. Per il ministro Lupi però Poste ci sta e si tratta solo di capire le modalità: «Mi sembra che Poste abbia risposto con una lettera che ci sta. Poi dovranno vedere tra i soci privati le modalità con cui questa disponibilità di procedere a un ulteriore aumento di capitale si possa tradurre» ha detto il ministro da Bruxelles, aggiungendo che non spetta al governo decidere con quali modalità Poste debba intervenire nell'aumento di capitale di Alitalia. Nei giorni scorsi Poste ha annunciato con un comunicato e una lettera all'azienda il proprio ok condizionato all'operazione e anche ieri, parlando ai sindacati, Caio ha confermato che, se è un'operazione congruente con lo sviluppo del business logistico, è fattibile. di Massimo Greco wTRIESTE Alle 21.30 di ieri sera finalmente l'accordo, che non era affatto scontato. Lo stabilimento Ideal Standard di Orcenico avrà la Cassa integrazione in deroga fino al 30 ottobre 2014; la procedura di mobilità viene chiusa e sostituita con il criterio della volontarietà alimentato da incentivi variabili tra i 10 e i 30 mila euro. Per quanto riguarda i rapporti tra l'azienda e il possibile futuro gestore dello stabilimento, viene confermata la sostanza dell'intesa raggiunta al ministero dello Sviluppo Economico il 22 maggio scorso, che implicava disponibilità e collaborazione da parte della multinazionale nel ricercare soluzioni che garantissero la sopravvivenza della fabbrica pordenonese. Insomma, l'azienda ha accettato che per qualche mese si vaglino le possibilità di sopravvivenza del sito: è recentemente nata una cooperativa, si vedrà se sussisteranno le condizioni per consentire il prosieguo dell'attività produttiva. Il piano industriale - dai volumi produttivi alla gestione dello stabilimento - sarà declinato cammin facendo: anche l'attività di bathing e wellness sarà verificata entro metà ottobre. Una giornata lunghissima, iniziata nella tarda mattinata. Il governo era rappresentato dal sottosegretario Teresa Bellanova, per la Regione Fvg c'era l'assessore Loredana Panariti e ha fatto una rapida apparizione al ministero la stessa governatrice Debora Serracchiani. I sindacati erano schierati con i nazionali e i territoriali. Presente anche Unindustria Pordenone, nonostante la rottura avvenuta con l'associata. Ideal Standard ha trattato con i suoi manager italiani Antetomaso e Gelsomino. Una vertenza che ha assunto rilevanza nazionale, in quanto il gruppo ha in Italia altri due siti produttivi, a Trichiana nel Bellunese e Roccasecca in Ciociaria, dove intende concentrare l'attività. A Orcenico 399 posti di lavoro erano aggrappati all'esito di un negoziato estenuante, con numerosi "stop and go" che hanno allungato notevolmente il confronto. Attorno alle 20 sembrava che la discussione si fosse positivamente instradata e pareva si fosse giunti a un passo dall'accordo: invece no, sono intervenute nuove difficoltà che hanno frenato il percorso negoziale. Difficoltà poi risolte. Importante - ha sottolineato l'assessore Panariti in un commento - si è rivelata la compattezza delle istituzioni. Le premesse del tavolo ministeriale non erano delle più promettenti. L'ultima fase delle relazioni tra Ideal Standard, il governo, le rappresentanze istituzionali e sindacali del territorio era stata molto tesa. La multinazionale aveva ribadito la volontà di chiudere lo stabilimento di Orcenico, provocando una risentita replica da parte del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che aveva giudicato inaccettabile il comportamento dell'azienda. ©RIPRODUZIONE RISERVATA