«Ora pensino ad assumere giovani»

TRIESTE Il calo dei dipendenti in Regione? Tutto previsto. I sindacati dell'ente non si stupiscono. Anzi, con Maurizio Burlo della Uil parlano di «rapporto molto collaborativo» con l'assessore Panontin. E dunque l'operazione svecchiamento del Palazzo non incontrerà con ogni probabilità attriti. Tanto più che non si tratta di imporre prepensionamenti. La delibera approvata ieri in giunta, e le categorie non contestano, collocherà in quiescenza i lavoratori nel rispetto delle regole e dei tempi. Altro tema è quello delle assunzioni. Materia che non è oggetto della delibera, ma il sindacato non se ne dimentica. «Sono anni che sosteniamo la necessità di assumere personale giovane nel pubblico impiego – ricorda Andrea Fumis (Uil) –. Purtroppo nella amministrazione regionale, e non solo, non si trovano più ragazzi di 25-30 anni con una prospettiva lunga di lavoro. Mentre i contratti precari creano, dal punto di vista organizzativo, una situazione decisamente complessa che penalizza sia il passaggio di consegne che le ambizioni di chi ha voglia di imparare». E dunque, insiste Fumis, «i segnali dovranno arrivare anche sul fronte degli ingressi perché in alcuni casi siamo realmente sotto organico». Anche Massimo Bevilacqua (Cisl) non sottovaluta la questione numeri: «Da qui a 10 anni si parla di 1.200 dipendenti regionali in meno, bisognerà capire chi farà il lavoro». «Quante assunzioni serviranno? È presto per dirlo – rileva Burlo –. Dobbiamo attendere la riforma degli enti locali, con il personale delle Province da ricollocare, e anche gli effetti dei provvedimenti nazionali che sposteranno alcuni statali nel pubblico impiego del territorio». (m.b.)