Piombino, oggi le offerte In lizza Arcelor e Jindal

ROMA Scade oggi alle 18 il termine per la presentazione delle offerte vincolanti sull'acquisizione della Lucchini di Piombino (Livorno). Fino ad ora, come già aveva fatto sapere nei giorni scorsi ai sindacati il commissario straordinario Piero Nardi, le manifestazioni di interesse sarebbero due: una del gruppo indiano Jindal e l'altra di Arcelor Mittal. Secondo alcune indiscrezioni, non si esclude comunque che all'ultimo momento possa arrivare anche una terza proposta. Per domani, intanto, gli stessi sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato un'assemblea in fabbrica per spiegare i contenuti delle offerte a tutti i lavoratori. Jindal South West sembra comunque in pole position dopo che ha affinato la sua proposta. Il presidente del gruppo indiano, Sajjan Jindal, ha già incontrato tempo fa, presso il ministero dello sviluppo economico, il commissario straordinario della Lucchini Piero Nardi. Emissari della Jws nelle scorse settimane si sono recati a Piombino ed hanno visitato gli impianti e compiuto le prime verifiche. Per Jindal, si fa notare, Lucchini potrebbe rappresentare una interessante opportunità di espansione in Europa. Ancora non è chiaro quale sia esattamente l'interesse di acquisto del gruppo indiano. Sul tavolo c'è la ripresa della produzione dell'altoforno, la costruzione di un forno elettrico e di un impianto corex, nonchè il rispetto di quanto previsto nell'accordo di programma siglato in sede ministeriale. A Piombino si continua a puntare anche sulla possibilità di realizzare un polo per la rottamazione delle navi, motivo per cui anche i sindacati rivendicano che il relitto della Concordia resti in Toscana invece che prendere la strada di Genova. Per i sindacati il «problema Piombino non è risolto». E vincolano il via libera alla procedura di vendita alla salvaguardia dell'occupazione. Qualunque accordo - scrivono i sindacati in una nota - «sarà illustrato alle assemblee e sottoposto a voto vincolante da parte di tutti i lavoratori attraverso un referendum. Riteniamo essenziale ci sia l'offerta di un privato perche è il perno necessario su o con cui costruire un nuovo stabilimento che produca acciaio all'avanguardia in Italia e in Europa». Per il sindacato «l'obbiettivo irrinunciabile - conclude una nota diffusa ieri - è quello di produrre acciaio a Piombino, attraverso il privato o con società miste pubblico-privato, perchè solo attraverso questa operazione, si può difendere l'occupazione diretta, dare lavoro alle imprese e difendere i lavoratori indiretti». Domani i lavoratori della Lucchini si riuniranno in assemblea.