A Spoleto c'è un Peter Pan tutto "dark" firmato Wilson

SPOLETO È una favola dark, piena di fantasie e di trovate scenotecniche il «Peter Pan» creato da Robert Wilson con gli attori del «Berliner Ensemble, in scena con grande successo al cinquantasettesimo festival dei due mondi di Spoleto. Sul palcoscenico del Teatro nuovo c'è quasi tutta la storia che ha divertito e stupito generazioni di bambini (e di adulti). C'è la eterna ricerca della felicità e il rifiuto di entrare in una vita di regole. Ci sono i personaggi immortali come la fatina Trilli; il temibile Capitan Uncino insidiato da un feroce coccodrillo, e tutto il resto, frutto della fantasia dello scrittore scozzese James Matthew Barrie. Soprattutto la fatina Trilli è qui trasformata in un'inquietante figura dispettosa. Bob Wilson si trova perfettamente a suo agio in mezzo ad una serie di simboli ambigui, che alludono alla difficoltà di crescere, fino ad un finale duro, con il piccolo Peter che si allontana ancora dal mondo dei grandi, che non gli assicura la felicità.Wilson mette in campo uno spettacolo grande e sontuoso, pieno di musica (con reminiscenze di Kurt Weil), e di illusioni teatrali: i personaggi volano e si ritagliano la loro presenza in una serie di quadri stupefacenti fra le nuvole e sfilano in maschere inquietanti. Ma il festival di Spoleto riserva anche altre sorprese. Un soggetto inedito scritto e firmato da Vittorio De Sica, è stat infatti ritrovato nell'archivio di famiglia, è sarà presentato nella retrospettiva organizzata a Spoleto dall'Associazione Vittorio De Sica, come omaggio al grande attore e regista e per ricordare i 40 anni dalla sua scomparsa. Il testo, scritto di pugno da De Sica, dal titolo «Mammina», sarà illustrato durante «De Sica ieri, oggi, per sempre», in calendario l'11 e 12 luglio. In programma una rassegna-maratona di dieci film, da Sciuscià a Ladri di biciclette, da Miracolo a Milano a Pane amore e fantasia.