La chiusura dell'Oasi felina denota mancanza di sensibilità

LA LETTERA DEL GIORNO Ci uniamo alle proteste e ai no per quanto riguarda il ventilato spostamento dell'Oasi felina. Sottolineiamo l'assoluta mancanza di rispetto per i simpatizzanti, i volontari, il signor Cociani, i cittadini tutti che sostengono e hanno sostenuto la realizzazione dell'Oasi oltre alla totale mancanza di sensibilità verso gli ospiti "pelosi". Inoltre, ci si chiede, che credibilità ha un ente pubblico, come il Comune, che prima concede un terreno e poi a suo insindacabile giudizio la toglie, dopo anni di spese, impegno, lavori e dedizione mettendo in crisi un'organizzazione che è di supporto utilissimo a tutta la cittadinanza. Possibile che il Comune con tutto il territorio anche disabitato e incolto che può avere a Trieste non abbia individuato altri siti magari più consoni e agevoli per quello scopo? Non possiamo fare a meno di manifestare, oltre alle perplessità, un sospetto: forse l'area dell'Oasi potrebbe essere appetibile, una volta sgomberati i mici, per altre destinazioni edilizie, magari più lucrose? come diceva infatti il nostro indimenticabile senatore Giulio Andreotti: "A pensare male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca". In conclusione, vogliamo ricordare ai nostri amministratori (che sono dove sono grazie a noi cittadini) che alle prossime elezioni nelle cabine elettorali non saremo soli ma ci saranno anche ben presenti i gatti dell'Oasi, del Gattile e tutte le creature pelose bisognose di aiuto e soccorso tra cui, non ultimi, i gatti dell'ospedale Maggiore attualmente capro espiatorio, imputati come gli untosi di manzoniana (e arcaica) memoria di ogni malattia e disastro sanitario. Sono lì da anni e non risulta abbiano mai portato malattie o altro. Sergio e Gigliola Laurenti