C'è Boris Pahor tra i grandi vecchi di Taormina Arte

SPOLETO Da Dario Fo a Eugenio Carmi, da Boris Pahor a Mina Gregori, i grandi vecchi raccontano il futuro alle nuove generazioni di artisti in occasione dell'edizione 2014 di Spoleto Arte. Da venerdì fino al 24 luglio (in concomitanza con il Festival dei Due Mondi), l'iniziativa curata ancora una volta da Vittorio Sgarbi «vuole collegarsi idealmente con il mondo passato, far sentire parole che vengono da un'altra epoca». La manifestazione prodotta da Promoter Arte di Salvo Nugnes si intitola provocatoriamente "Il futuro del mondo" e inaugura un ciclo di incontri con i grandi vecchi della cultura italiana, cui si affiancherà l'esposizione di Palazzo Leti-Sansi, nel cuore della bellissima città d'arte umbra, e altre rassegne tra cui la retrospettiva su Pier Paolo Pasolini, raccontato dall'obiettivo di Roberto Villa, quando il regista stava lavorando in Medio Oriente al film "Il Fiore delle mille e una notte". «A suon di vecchi sveglieremo il vecchiume di Spoleto», ha detto Sgarbi, che polemicamente aveva lasciato nel 2012 il Festival dei Due Mondi ed è comunque sempre tornato per questa manifestazione collaterale incentrata sul contemporaneo. «La mia prima volta a Spoleto è nel 1978, quando avevo 27 anni ed entrai subito nelle grazie di Menotti», ha sottolineato, un po' per spiegare la sua scelta di puntare per questa edizione su intellettuali ultranovantenni o centenari. Lo scrittore triestino di lingua slovena Boris Pahor, che il 26 agosto compirà 101 anni, dialogherà con Giuseppe Sgarbi.