«Chi gestisce Il Giulia non investe più»

«Una fotografia perfetta della situazione de Il Giulia». Così Beniamino Nobile, titolare del bar Bianchi sistemato nel centro commerciale e ex presidente dell Fipe, giudica il reportage che il nostro quotidiano ha realizzato sulla struttura ormai al collasso. Una situazione che i commercianti che ci lavorano denunciano da tempo e che ieri li ha costretti a convocare con urgenza una riunione con la direzione del centro. Loro, i negozianti, di fare altri sforzi non se la sentono più. Da anni stanno facendo l'impossibile pur di reggere alla crisi, a una gestione poca attenta della struttura, a un'emorragia costante di marchi e investitori. Chiedono da tempo un aiuto. O una riduzione dei canoni d'affitto, ormai inadeguati allo svanito appeal del centro o quantomeno uno sforzo e un investimento da parte della società che lo gestisce, la Larry Smith, per rilanciare realmente la struttura commerciale mirando ad attrarre nuovi nomi di rilevo. Basti pensare all'effetto Decathlon su Montedoro Freetime: è bastato un nome per incrementare notevolmente le presenze del centro commerciale di Aquilinia. Da marzo all'interno de Il Giulia non funziona più nemmeno la zona ricreativa per i bambini. Il centralino del centro molto spesso non dà alcuna risposta. E per contattare il centro commerciale bisogna chiamare direttamente uno degli operatori. «Il centro commerciale non dà una mano ai suoi operatori - valuta Nobile - e questo non per l'inefficienza del direttore che, tutto sommato, è sempre disponibile al confronto, ma per una mancata presenza dei vertici della società che lo gestisce. L'addio di Mc Donald's prima e oggi anche di Vodafone ha fatto perdere alla struttura l'afflusso di clienti giovani, - afferma Nobile - la situazione non è piacevole ed è necessaria una reazione forte e immediata. Servono - suggerisce - misure che aiutino i negozianti presenti e altre che attraggano investitori. Bisognerebbe abbassare i canoni d'affitto e investire al rilancio della struttura». Non giova all'immagine de Il GIulia nemmeno la presenza assidua in prossimità della porta d'accesso alla struttura, di un gruppo di sbandati che usano pure trasformare gli ascensori in orinatoi. «Dobbiamo ringraziare nomi come Pam, Sportler, Oviesse, Pittarello o Euronics - conclude Nobile - che riescono a dare ancora vita a Il Giulia»". Laura Tonero