Una targa a Duino a "quota 28" dove fu colpito Randaccio

DUINO AURISINA Il desiderio espresso di ricordare con una targa tutti i soldati periti nelle sanguinose battaglie di quasi un secolo fa, nell'area prossima a Punta Bratina di Quota 28, dove il maggiore Giovanni Randaccio fu ferito a morte da una mitragliata, decedendo di lì a poco nella sezione di sanità, in cui era stato frattanto trasportato, potrebbe concretizzarsi. Dopo la scoperta della sua precisa ubicazione, avvenuta sotto la direzione del geometra Marko Leghissa e attraverso il ricorso a gps e cartine topografiche dell'epoca, i soci della Comunella di Duino, presieduta da Vladimiro Mervic, hanno preso contatto col Gruppo Flondar, che a partire dal 2012 e per un anno di fila aveva provveduto al ripristino del sentiero Bratina che percorre l'omonima Punta, in parte anche attraverso le trincee austriache, oggi meta di numerose escursioni da parte delle scolaresche in regione. «Dal primo approccio – sottolinea Mervic – si è riscontrato l'auspicio da parte di entrambi i sodalizi di poter posizionare una lapide in ricordo di quella tragica battaglia del 1917, che vide fronteggiarsi reggimenti italiani e austriaci con l'ennesima inutile carneficina di questo assurdo conflitto». «Più si arricchiscono la percorribilità e la memoria sul territorio – concorda Rinaldo Stradi, presidente del Flondar – meglio è. Del progetto dobbiamo ancora parlare all'interno dell'associazione, tuttavia questo tipo di collaborazione mi sembra positivo. La nostra proposta è quella di inserire lì una targa che ricordi tutti i caduti di Punta Bratina: sarebbe bello poter fare un sopralluogo dell'area in questione con la Comunella». Il tutto si lega alle iniziative promosse in vista del centenario della Prima guerra mondiale. Come ricorda Mervic «anche la Regione intende finanziare iniziative specifiche e sembra che nel mese di settembre indica un bando a questo scopo, al quale abbiamo intenzione di partecipare. Sarebbe interessante – prosegue – riuscire a collegare il sentiero Bratina al sito di Quota 28, in modo che i visitatori, turisti e scolaresche, possano visitare un luogo, comunque la si voglia pensare, così denso di significati. A riprova del ritrovamento del posto in cui si svolse la tanto celebrata battaglia – conclude Mervic -, oltre ai rilevamenti topografici, testimonianze di militari e storici e mappe militari dell'epoca, aggiungiamo anche prove concrete che in quella parte della Punta Bratina si svolse un cruentissimo scontro a fuoco. Queste prove sono state rilevate da un altro nostro socio che nella zona in oggetto ha ritrovato, munito di metal detector, parecchio munizionamento italiano. Si tratta di cartucciere Fiat di mitragliatrice, ritrovate sulla quota, ben oltre le prime trincee di difesa austriache. Questa è una prova inconfutabile che i fanti del 149° e 77° reggimento italiano conquistarono anche se per un breve periodo la 28». Tiziana Carpinelli