Parovel e la "coca" che lambisce il Mtl

«Quando ho detto di loro rapporti, già sotto indagine, con un trafficante e spacciatore di cocaina arrestato nel novembre 2013 (ed ora condannato a Trieste), e ne ho fatto nome e cognome, alcune persone hanno protestato gridando che era un loro amico, i "golpisti" sono sbiancati tentando di smentire, buona parte del pubblico è esplosa in urla, insulti e minacce contro di me, alcuni hanno tentato di aggredirmi fisicamente e sono stati bloccati da chi mi accompagnava e correttamente dal servizio di sicurezza». Paolo G. Parovel racconta su La Voce di Trieste del suo intervento all'assemblea dei soci fondatori del Mtl. «I dirigenti mi hanno spento il microfono mentre due di essi, Stefano Ferluga e Vito Potenza, mi accusavano tra grida e applausi di slealtà per non averli avvisati che erano in corso indagini su di loro. Non mi hanno consentito di replicare che erano stati essi sleali ed irresponsabili a non allertare il Movimento sui loro contatti con quella persona, nemmeno dopo che era stata arrestata. A quel punto non c'era dunque più possibilità di parlare, e me ne sono andato sotto scorta».