Trionfo dem in Fvg, Grillo sotto il 20%

di Marco Ballico wTRIESTE Il Pd stacca tutti. È nettamente il primo partito in Friuli Venezia Giulia: a poco più di un anno dalle politiche e dalle regionali, quando toccarono prima il 24,72% e poi il 26,84%, i democratici stradominano le europee superando quota 41%, il dato emerso dopo circa un terzo delle 1.373 sezioni in regione. Un trend in linea con quello nazionale anche se lo scarto con i grillini è ancora più ampio: il Movimento 5 Stelle viaggia in Fvg attorno al 19%. Al terzo posto c'è Forza Italia, sotto il 15%, poco meno di un terzo dei dem. Effetto Renzi o effetto Serracchiani che sia, il Pd si avvia a un trionfo storico. Il Movimento 5 Stelle va meglio che alle regionali dell'anno scorso (13,75%), ma sta nettamente sotto il 27,23% delle politiche. Fi paga la scissione del Pdl, la Lega Nord (7,5%) supera ampiamente il quorum delle europee, ma cala ancora (alle regionali era all'8,28%). Il centrodestra, complessivamente, si avvia a un'altra delusione dopo la sconfitta di Renzo Tondo in Regione. Dopo le prime tre forze in doppia cifra e il Carroccio, altri due partiti puntano a superare il 4%: sono il Nuovo centrodestra (5,11%) e L'Altra Europa con Tsipras (4,27%). Vicino alla soglia, Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale (4,09%), mentre tutti gli altri sono lontanissimi: i Verdi all'1,16%, Svp, Scelta europea, Idv e Io Cambio non raggiungono l'1%. In particolare i montiani, un anno dopo la discesa in campo, sono letteralmente evaporati. Non mancano i primi scenari sui seggi a Bruxelles. Isabella De Monte, la candidata regionale del Pd, è partita fortissimo, meglio di Alessandra Moretti e degli ex ministri Zanonato e Kyenge. Con quasi 3mila voti alle prime sezioni aveva messo in fila quattro volte le preferenze della capolista nella circoscrizione nordestina. Altrettanto bene, ma eravamo solo agli inizi della conta, altri tre candidati della regione, che risultavano in testa: Sandra Savino per Fi, Roberto Dipiazza per Ncd e Marco Zullo per il M5S. «Un risultato straordinario. Se confermato, saremmo insieme a quello di Angela Merkel il solo partito al governo che regge». Debora Serracchiani, al Nazareno, già prima della mezzanotte trascurava qualsiasi rito scaramantico. Evidentemente, accanto agli exit poll televisivi c'erano anche confortanti sondaggi interni e la presidente della Regione, nella veste di vicesegretario del partito, non sembrava temere che, nella notte, si ripetessero episodi passati con il Pd risultato a giochi fatti molto meno forte delle prime proiezioni di voto. «Siamo nettamente avanti rispetto alle europee del 2009 e alle politiche del 2013 – le parole di Serracchiani –, si tratta evidentemente di un esito che premia il lavoro del governo, di cui è stato capito bene il senso». Ma il voto, aggiunge, è stata anche «l'espressione della necessità di cambiare e riformare il paese». Dopo di che, sottolinea ulteriormente la governatrice Fvg, «con questo straordinario risultato aumentano le responsabilità per un partito che si avvia a essere, proporzionalmente, il primo partito in Europa nel campo dei socialisti e democratici». L'entusiasmo del Pd è circolato anche via Twitter. Lo fa suo anche la segretaria Antonella Grim: «Ha vinto la nostra idea di Europa e il nostro nuovo modo di governare. Questo risultato è la prova che gli italiani credono in noi e nel progetto di Renzi per l'Italia e per l'Europa». Un risultato arrivato anche in condizioni di bassa affluenza. Non rispetto alle regionali del 2013 (50,48%), ma a confronto con le europee del 2009 (64,74%). Il calo è di circa 7 punti percentuali. È andata più o meno secondo le previsioni dei sondaggisti: in Fvg ci si è fermati al 57,67%, con la provincia di Udine a guidare la fila con il 60,25% contro il 67,01% di 5 anni fa. A seguire Gorizia (59,23%, ma era 67,04% nel 2009), Pordenone (57,42% contro il 66,88%) e Trieste (50,97% rispetto al precedente 55,69%). Va ricordato che nel 2009, quando si votò nell'arco di due giornate, la prima rilevazione arrivò alle 22 di sabato 6 giugno (i seggi erano stati aperti alle 15). A quell'intertempo, in regione si era recato alle urne il 17,06%, un punto e mezzo in meno rispetto al dato delle 12 di ieri: affluenza al 18,61%, con la punta del 19,53% in provincia di Udine. Alle 19 la media regionale (42,24%) era invece inferiore di una dozzina di punti rispetto alla stessa ora di domenica 7 giugno 2009 (54,92%). Quindi il recupero serale. Ma con due soli comuni sopra l'80% di voto europeo: Lauco e Malborghetto Valbruna. ©RIPRODUZIONE RISERVATA