Manutentori in scadenza, Sos del sindacato

Siram, 25 dipendenti. Pvb solutions, 12 dipendenti. Elettromeccanica Galli Italo, 24 dipendenti. I cittadini non conoscono queste aziende ma è grazie a queste poche decine di persone specializzate che l'intera macchina degli ospedali di Trieste funziona senza interruzioni, senza pericolosi guasti, tutti i giorni e di giorno e di notte. Riunite in raggruppamento d'impresa, le tre aziende garantiscono dai guasti energia, telefoni, acqua potabile, riscaldamento, aria condizionata e refrigerata anche nelle sale operatorie, gestiscono la centrale di cogenerazione che alimenta un anello di acqua surriscaldata a 170 gradi e non da ultimo tutti gli ascensori, riparano mobili, finestre, frigoriferi per i farmaci, mobilio e porte tagliafuoco, carrozzelle per disabili. Ieri la Fiom-Cgil ha lanciato l'allarme sul futuro di questi lavoratori e dunque indirettamente sul livello di manutenzione di Cattinara, Maggiore e Burlo Garofolo. Gli appalti sono in scadenza. Il loro costo è stato già "tagliato" d'imperio per legge nazionale di spending review, «il che ha comportato cassa integrazione e contratti di solidarietà - avverte Stefano Borini, segretario provinciale Fiom Cgil -, e ha avuto conseguenze sul servizio: eclatante il ridimensionamento della squadra di manutenzione edile e la riduzione ai minimi termini della manutenzione delle porte tagliafuoco, delle pavimentazioni, degli infissi e del mobilio messi in sicurezza con nastro adesivo da un servizio di riparazione che interviene al massimo un paio di volte alla settimana». Il sindacato, in vista di una nuova gara regionale, si è appellato all'assessore Maria Sandra Telesca. «Chiediamo - dice Borini - che il bando contenga una clausola di salvaguardia: la salvaguardia dei posti di lavoro. Che i risparmi si facciano sugli sprechi, non sui dipendenti e sul servizio. Che siano mantenuti i lavoratori presenti (si tratta di ditte multinazionali che assumono "in loco") anche perché già conoscono l'estrema complessità degli impianti, spesso obsoleti, negli ospedali. Basta pensare che senza una adeguata gestione della tensione elettrica - prosegue il sindacalista - o senza il raffreddamento dei locali una semplice Tac diventerebbe impossibile, senza considerare la funzionalità delle sale operatorie, delle terapie intensive, del Cup, degli ascensori e dei centralini». L'assessore regionale Telesca, conclude Borini, ha accolto l'appello. Il sindacato chiede che la promessa sia mantenuta. (g. z.)