La pista ciclabile ridotta a parcheggio è protesta a Ronchi

Continua la mobilitazione del Partito Democratico di Ronchi dei Legionari, in vista delle prossime elezioni europee. Domani, alle 18.30, al ristorante "Papa's" di androna Palmada, si svolgerà un incontro pubblico con Elisabetta Pian, sindaco di Sagrado e responsabile regionale delle politiche europee e l'onorevole Giorgio Brandolin. Si parlerà sul tema "L'Europa che vogliamo", per una politica europea dalla parte dei cittadini. I componenti del circolo continueranno anche mercoledì la distribuzione di materiale elettorale al mercato. Intanto, venerdì si è riunito il direttivo del Pd ronchese, prendendo in esame, tra i vari punti all'ordine del giorno, le prossime elezioni europee e valutando il grande lavoro che sta producendo a livello nazionale e a livello regionale con il motto "L'Italia sta cambiando verso. Ora tocca all'Europa". «Il Pd regionale – ha detto il segretario Franco Miniussi - ha proposto all'unanimità la candidatura di Isabella De Monte che anche noi come circolo sosteniamo, ritenendo che questa donna possa anche dare una mano al Friuli Venezia Giulia a livello europeo, forte della sua esperienza».(lu.pe.) di Luca Perrino wRONCHI DEI LEGIONARI Monta nuovamente la protesta a Ronchi dei Legionari. Ci si affida ancora una volta alla rete, ai popolari social network, per ribadire l'inutilità della pista ciclabile di via San Lorenzo. Si tratta della mini-pista ciclabile, a dire il vero, che si sviluppa tra il sagrato della chiesa e l'incrocio con via D'Annunzio, dove gli amanti della due ruote sono costretti poi a finire sulla carreggiata in mezzo al traffico. Gli abitanti della zona e i commercianti hanno più volte sottolineato, anche attraverso una raccolta di firme, il paradosso di una corsia riservata ai ciclisti che è lunga sì e no 40 metri, e che non è agganciata ad un sistema di piste ciclabili che consentano agli utenti di viaggiare industurbati e senza pericolo lungo le vie della città. È una pista, poi, che molto spesso si trasforma in un parcheggio per le automobili, snaturandone la funzione. Accade soprattutto durante le ore serali, quando gli agenti della Polizia locale o gli ausiliari del traffico non sono in servizio. La zona diventa "terra di conquista" per le quattro ruote. Ma a scene del genere si può assistere anche durante il giorno. Ed è qui che si leva la rabbia dei residenti, che più volte hanno chiesto al sindaco, Roberto Fontanot, all'assessore ai Lavori pubblici, Livio Vecchiet, e a quello della Polizia locale, Enrico Masarà, di prendere gli opportuni provvedimenti. Ci sono state anche interrogazioni in merito e all'interno dell'esecutivo si è aperto un vivace dibattito tra i pro e i contro alla dismissione della pista ciclabile, oltre che in merito alla richiesta di eliminare il senso unico. «Sono due aspetti che danneggiano la circolazione e il commercio locale – sottolineano gli abitanti – sui quali si fanno orecchie da mercante. Abbiamo raccolto 600 firme, abbiamo più volte manifestato il nostro dissenso, siamo stati ricoperti da promesse, ma poi la situazione è rimasta sempre la stessa. E quando vediamo che le automobili parcheggiano impunemente lungo la mini-ciclabile, allora la nostra rabbia e il nostro fastidio aumentano ancora». Quella delle piste ciclabili, poi, è una dotazione davvero scarsa, a Ronchi dei Legionari. La situazione è davanti agli occhi di tutti: 160 metri lungo via dei Brechi, 40 metri lungo via San Lorenzo e qualche decina di metri lungo la pista ciclabile che corre accanto alla bretella e collega l'aeroporto alla provinciale per Grado. Un tempo si parlò di un più vasto progetto in merito, ma nulla si è mosso e, visti i tempi di difficoltà economica, nulla si farà anche nel prossimo futuro. Nel 2007 si parlò nuovamente e in maniera più concreta di piste ciclabili, a Ronchi dei Legionari, con una richiesta di finanziamento alla Regione, sulla base di quanto previsto dalla legge 1, per la progettazione e la realizzazione di una prima serie di percorsi dedicati ai ciclisti, per un totale di 200mila euro. Doveva essere una striscia di terra sviluppata lungo il canale De Dottori, dall'ospedale di San Polo, quindi al confine con Monfalcone fino a via dei Brechi, l'area prescelta per ospitare la pista. Ma i soldi non sono mai arrivati e il progetto è stato accantonato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA