Benes: «Aiutiamo gli immigrati a integrarsi»

«A Monfalcone non c'è razzismo, ma un timore diffuso della gente perché vengono a mancare quelle sicurezze costruite in tanti anni e la possibilità che i nuovi arrivati portino via i posti di lavoro ai propri figli e nipoti». È uno dei concetti che ha espresso l'assessore alla Cultura, Paola Benes durante un incontro dedicato al tema dell'immigrazione, affrontato nell'ambito della due giorni di festeggiamenti per la ricorrenza dei 50 anni del Circolo Acli "Giovanni XXIII" di San Nicolò, e che hanno visto anche la partecipazione dell'arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Maria Redaelli, del presidente nazionale Acli, Gianni Bottalico, che ha parlato della grave situazione nel nostro Paese, delle guerre nel mondo e delle assistenze alle popolazioni. «La città – ha spiegato la Benes - con i suoi circa 28mila abitanti, ospita 74 nazionalità diverse. Sono 3mila gli immigrati che provengono dal Bangladesh, giunti in città per motivi di lavoro. Le istituzioni e anche le associazioni si devono impegnare al fine di facilitare la loro aggregazione nel tessuto sociale». Aspetti in parte ribaditi anche dal sociologo dell'urbanistica Mario Appuzzo, che ha spiegato come i fenomeni sociali continuano a cambiare per l'arrivo di nuove etnie e questo viene considerato come «un periodo di transizione, dove non si vede al di là e al di qua del guado». La storia dei 50 anni di vita associativa (è stata inaugurata anche una mostra fotografica storica) è stata illustrata dal presidente del Circolo Nicolò Scaramuzza, con gli interventi della presidente provinciale di Gorizia, Silvia Paoletti, e del parroco don Gilberto Dudine. «Le Acli – ha detto Scaramuzza - sono un'organizzazione di ispirazione cristiana a servizio dei lavoratori, impegnata nella solidarietà, in aiuto alle famiglie». Il direttore della Caritas, don Paolo Zuttion, ha descritto la pesante situazione nella quale versano gli immigrati al Cie di Gradisca e al Cara. Ciro Vitiello