L'INTERVISTA

di Francesco Fain Il dato è in calo. Ma rimane, comunque, preoccupante. Sono 1.159 le persone che attendono un alloggio popolare in provincia di Gorizia. Sino a qualche anno fa sfioravano le 1.700 unità. Molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare. Ne è consapevole Angela Caldarera, amministratore unico dell'Ater di Gorizia, che sta affrontando questa nuova "avventura" con impegno e serietà. L'obiettivo (chiaramente) è quello di riuscire a consegnare il maggior numero di appartamenti alle persone bisognose, pur in presenza di un calo delle risorse disponibili. Caldarera, lei è stata nominata nel dicembre scorso. Passato il comprensibile "rodaggio", quali sono le direttrici sulle quali si muoverà l'Ater di Gorizia? Intanto, mi ha fatto molto piacere che la Regione abbia pensato proprio a me. L'incarico è indiscutibilmente molto impegnativo: peraltro devo conciliarlo con la mia professione di insegnante. Ma ho subito accettato la proposta della giunta perché mi sono sempre piaciute le sfide. La politica mi piace in quanto «amministrazione al servizio al cittadino». Lei è uno dei cinque amministratori regionali. C'è collaborazione con gli altri quattro? Dialogate? Certo. Lavoriamo tutti in un'ottica di convergenza regionale. Faccio un esempio. Quando si tratta di delineare le priorità d'intervento lo facciamo assieme, ragionando su larga scala, guardando a tutta alla regione e non al singolo territorio. Proprio l'altro giorno si è insediata la Commissione regionale per le politiche socio-abitative (Crpsa). L'organismo, a cui spetta il compito di far convergere le politiche della casa e quelle del welfare, dovrà predisporre un "Piano regionale di edilizia sociale"; esprimere un parere sui piani delle singole Ater; effettuare una verifica annuale dello stato di attuazione del programma di mandato di ogni singolo amministratore unico delle cinque aziende; elaborare proposte alla Giunta regionale nelle materie relative alle politiche abitative ed esprimere un parere in merito al piano di convergenza, propedeutico all'omogeneizzazione delle cinque Ater. Quali sono le priorità dell'Ater di Gorizia? Mettere a disposizione il maggior numero di alloggi popolari, non limitarsi ad essere un'agenzia immobiliare ma "fare" politiche sociali, controllare i requisiti di coloro che già risiedono in un alloggio popolare. Qualche tempo fa Confedilizia Gorizia coniò uno slogan: «Troppe Mercedes nei parcheggi delle case Ater»... E la nostra azione va proprio in questa direzione. Se una persona, con il tempo, ha migliorato la sua condizione economica, è giusto che lasci l'alloggio popolare e si rivolga al libero mercato per trovare un'altra abitazione. Ecco perché controlleremo con ancora maggior scrupolo che i requisiti vengano rispettati. Altro tema annoso è quello della morosità. È ancora a livelli molto alti? Numeri, in questo momento, non sono in grado di fornirli ma vi posso dire che il mancato pagamento degli affitti raggiunge livelli elevatissimi. Posso dirvi che abbiamo riorganizzato il servizio di controllo e ci sono già dei risultati. Prossimamente, ne riparleremo. L'Ater fornisce risposte importanti anche alle associazioni di volontariato. Forniamo qualche numero? Sì, abbiamo un discreto numero di appartamenti che sono destinati a finalità sociali: oggi sono 23. Ed è nostra intenzione venire incontro, nei limiti del possibile, a tutte le richieste meritorie. La nostra, la mia idea è di riportarci sulla via della collaborazione con le agenzie sociali del territorio. C'è poi un altro aspetto che mi preme sottolineare. Quale? Dobbiamo migliorare il rapporto con l'utenza: non essere sbrigativi agli sportelli ma ascoltare le esigenze di ognuno. In questo senso, sarà necessaria una riqualificazione dei dipendenti. Chiudiamo con una vecchia polemica: Monfalcone si sente cenerentola riguardo alla realizzazione di alloggi popolari... Se a Gorizia ci sono più cantieri la motivazione è da ricercarsi nel fatto che in questa città ci sono molti stabili vuoti, inutilizzati che noi abbiamo acquisito anche a prezzi favorevoli. A Monfalcone non c'è una così grande disponibilità. ©RIPRODUZIONE RISERVATA