Pace tra Apple e Google Cancellate duecento cause

di Gianpaolo Sarti wTRIESTE Pace fatta tra Apple e Google che, dopo anni di battaglie giudiziarie sui brevetti, molte delle quali ancora in piedi, hanno deciso di siglare una tregua e di trovare un accordo per regolare l'ambitissimo mercato mondiale degli smartphone. Un passaggio clamoroso per il settore. I due big hanno firmato una nota congiunta in cui informano la Corte d'appello di Washington dell'intenzione di voler "cancellare" quanto attualmente esistente tra le due società. Apple e Google, inoltre, collaboreranno insieme attorno «ad alcune parti della riforma dei brevetti». La fine delle ostilità con il ritiro delle cause si estenderà a quanto ancora pendente negli Stati Uniti e in Germania. Il comunicato puntualizza che le compagnie non intendono comunque cedersi tecnologie tra loro. I rapporti tra la casa dell'Iphone e la divisione Motorola di Google sono andati avanti per anni a colpi di denunce miliardarie con accuse reciproche di far man bassa dei brevetti tutelati. Ad oggi si contano circa 200 cause tra Usa ed Europa. La prima offensiva giudiziaria risale al 2010, quando Motorola (che però all'epoca non apparteneva ancora a Google) decise di citare Apple per aver violato alcune "invenzioni", inclusa quella della telefonia che permette ai cellulari di operare sulla rete 3G. Di contro l'altro colosso rispose accusando il competitor di aver sottratto varie funzioni segrete degli smartphone. Ieri, dopo anni e interminabili dispute in tribunale, il ramoscello d'ulivo. Un'intesa che potrebbe ora avere effetti di rilevo nelle casse di entrambe le multinazionali, sfiancate da costi legali inimmaginabili. Si dice che la sola Apple per uno dei tanti processi in corso abbia sborsato circa 32 milioni di dollari di spese giudiziarie. Tuttavia, l'accordo non dovrebbe risolvere anche il feroce scontro tra Apple e Samsung Electronics, il principale produttore di cellulari ad adottare la tecnologia Android, che Steve Jobs definì in passato un "prodotto rubato". Qui i processi potrebbero protrarsi a lungo. L'ex numero uno di Apple aveva dichiarato una "guerra termonucleare" contro Mountain View e un sistema operativo che veniva considerato una copia di quanto posto in essere per gli iPhone. Ma dietro alla tregua industriale il mondo del marketing dell'hi tech ci vede precise tattiche di mercato. Secondo Brian Love, professore di legge alla Santa Clara University, l'intesa con Google potrebbe essere alla fine soltanto il segnale di una nuova strategia di Apple e cioè la volontà di «concentrarsi ancora di più nella battaglia contro Samsung». La pensa così pure Michael Risch, professore alla Villanova University che definisce l'accordo di ieri «per lo più simbolico». «Ormai da tempo - osserva - Motorola non è più un grande competitor per Apple. Da qui la scelta di fare un accordo. Sarà interessante vedere invece se prima o poi finirà la guerra con Samsung». Qui, infatti, non c'è ancora alcuna intenzione di sotterrare l'ascia di guerra e girano cifre da capogiro: Samsung, fanno notare gli esperti del settore, dovrà pagare 120 milioni di dollari per violazione di brevetto, contro una richiesta di risarcimento danni per 2,2 miliardi di dollari; meno del 10% di quanto richiesto dall'azienda di Cupertino. Un terreno, quello dei brevetti, da sempre lastricato di battaglie giudiziarie: in passato Apple, ad esempio, era già stata costretta a patteggiare con Nokia per la violazione di alcune decine di "copyright" intellettuali. Siglata la storica pace, i due big del mobile puntano a unire le forze per promuovere una riforma dei brevetti migliorandone la forma attuale e sposando gli interessi delle grandi compagnie che investono in ricerca e proprietà intellettuali. Ma quella del brevetto continuerà a rimanere un'arma che consentirà alle società hi tech di misurare le rispettive forze contrattuali, dentro e fuori i tribunali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA