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chiacchierare in disprezzo alle regole e al disagio che causano. Sono questi comportamenti, quelli sulla strada, nel traffico, o il comportamento di alcuni che, ad esempio, fanno pagare anche 10 euro per il trasporto bagaglio, o mettono nel taxi un avviso con scritto "Non si rilasciano ricevute", oppure dichiarano apertamente di pagare le tasse sul 40% delle entrate o imbrogliano con tariffari fasulli, che li rendono non ben visti alla cittadinanza; e sono questi i motivi che riducono l'utilizzo del servizio, non la lamentata concorrenza da parte di abusivi che nessuno ha mai visto. Per parafrasare l'autore si potrebbe dire che per dare veridicità al suo racconto ci si dovrebbe aspettare da parte sua una denuncia degli abusivi alla polizia. E veniamo alla seconda parte della lettera, dove il signor Bellina con evidente ironia mi attribuisce di esser stato terrorizzato dal comportamento del suo incivile collega, mentre le parole che ho usato sono sconcertato e disgustato. Confermo quanto già scritto: il tassista ha invaso in contromano la corsia riservata, poi è sceso urlando con toni minacciosi, battendo il vetro e sputando, se non ho preso la targa è solo perché la scena è stata rapida. A quanto ho capito il suo violento collega verrà denunciato, e forse ci vorranno uno o due anni, vista la lentezza della giustizia, ma dovrà rispondere delle sue azioni e spero in maniera pesante. Invece di difendere l'indifendibile il signor Bellina farebbe meglio a stigmatizzare certi comportamenti che sono molto oltre le regole del vivere civile e gettano discredito su tutti Se invece il suo è stato un tentativo di difendere la categoria, ebbene allora pecca di ingenuità e credo proprio che valga il detto veneziano "peso el tacon del buso". Marco Boldrini chiesa La sacralità di papa Wojtyla nDomenica 27 aprile, papa Francesco ha invitato il pontefice emerito Benedetto XVI alla concelebrazione della canonizzazione dei due papi, Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. Nel secolo scorso ci sono stati altri grandi, ma forse nessuno come Giovanni Paolo II. È stato il primo papa non italiano dopo quasi mezzo secolo, il pontefice che è entrato in una moschea, in una sinagoga, il papa che ha riunito in preghiera, ad Assisi, i rappresentanti di tutte le chiese e religioni, il papa che ha chiamato a sé milioni di giovani. Il papa che ha cambiato le sorti del mondo. L'hanno attaccato, ma lui non ha mai mollato, l'hanno deriso perché straniero e lui ci sorrideva sopra. Ha reso la chiesa più umana e accessibile a tutti. Non era un sacerdote, non era un vescovo, non era neppure un cardinale, era il papa Karol Wojtyla; un uomo, un piccolo servo di Dio. Hanno cercato di ucciderlo, proprio a motivo del suo coraggioso impegno in difesa della vita umana, della famiglia e della dignità di ogni persona, indipendentemente dal colore della pelle, dalla razza. Ma è stato il papa della sofferenza per come ha portato a termine la sua missione fino alla suo ritorno alla "Casa del Padre". Ed è questa sacralità, assieme a quella di Giovanni XXIII, che la chiesa ha riconosciuto domenica 27 aprile. I due santi si troveranno uniti assieme ai loro popoli, ma anche a quanti, ispirandosi all'uno o all'altro, hanno cambiato stile di vita o, almeno hanno cominciato a camminare sulla retta "via". Salvatore Porro Mov. Catt. Fam. e Vita toponimi Il bilinguismo a tutti i costi nLeggo suI Piccolo di sabato 10 maggio dell'ennesima diatriba sul bilinguismo "a tutti i costi", sorta a proposito dell'apposizione nella zona di San Dorligo di cartelli che indicano il nome di certi toponimi in lingua slovena e nel dialetto sloveno locale, ma non in italiano. Premetto che non conosco bene né la zona né, ovviamente, i relativi toponimi; ho notato però che la dicitura "toponimo" è riportata sia in italiano che in sloveno, mentre i nomi dei luoghi no. Ho pensato che, probabilmente, un nome in italiano non esiste per tutti i toponimi: questi sono infatti nomi spontanei dati dalle persone che abitano nei pressi di quei luoghi, per cui è probabile che in italiano non esistano, come mi è stato detto da un amico che abita in quel paese. Mi auguro solo che per applicare la par condicio in tutti i campi e a tutti i costi a qualcuno non venga in mente di tradurre Pis'cianzi con "Polli" o peggio ancora Šk'denc (tra la strada costiera e l'altopiano) in "Scadenza" nel caso in cui un giorno qualcuno pensasse di apporvi un cartello. Mauro Vivian euro Affare da banchieri nL'intervento di Lorenzo Bini Smaghi su "Euro, lira e falso mito della sovranità monetaria" è rivelatore: rafforza notevolmente la convinzione che gli "anti-euro" abbiano ragione. Infatti, per confutare le loro posizioni ricorre ad argomenti falsi, dribblando quelli più importanti. Chi può negare ormai che la fortissima perdita della nostra competitività in ogni settore, e la disoccupazione dilagante hanno come causa primaria un euro troppo forte? Lo ammette persino un recente studio della stessa Bundesbank. Chi non vede come la Germania si sia ingrassata a scapito nostro? Chi non ricorda che nel 1992 la paventata svalutazione della lira ci salvò, come ammise un attonito Monti? Ma non ci si può stupire: Smaghi (ex Bce, ex Morgan Stanley) è l'oste e l'euro il suo vino. Bini è un collega bocconiano di Mario Monti il quale molto si impegnò per distruggere la nostra capacità produttiva (sotto il suo regno infatti ogni parametro economico peggiorò). Bini dice persino che con la Bce abbiamo acquistato, non perso, sovranità. Il governo può infatti nominare un membro nel suo comitato direttivo. Peccato che la scelta si operi in una cerchia molto ristretta di iniziati da parte di un governo imposto dalla stessa Troika (Fmi, Commissione Ue, Bce). Ma chi crede di prendere in giro? Scrive anche che la sovranità monetaria statale sarà molto difficile da ottenere. Certo i colleghi di Smaghi si guarderanno bene dal perdere la loro privata gestione della moneta. Quella è cosa loro. Deve restare monopolio dei banchieri e noi non dobbiamo permetterci di ficcarci il naso. Gianna Scrobogna via flavia Controlli al telelaser nVorrei approfittare della vostra rubrica per rispondere al consigliere Claudio Grizon sui controlli telelaser della polizia locale in via Flavia. Questi controlli sono quanto di più lontano dal concetto di far cassa perché qui si parla di vite umane. È la statistica che ci suggerisce le strade da scegliere: quelle - purtroppo note - dove gli incidenti gravi sono più frequenti: via Flavia ma anche viale Miramare, via Brigata Casale, la strada Costiera... e aggiungo che ogni nostra postazione col telelaser è ampiamente presegnalata da cartelli visibili, così come la norma impone. All'obbligo di legge - da marzo - noi aggiungiamo anche l'avviso in tempo reale sul profilo Twitter del Comune di Trieste, tra i più condivisi, dai follower (a confermare, una volta più, che la prevenzione è il nostro solo obiettivo). Via Flavia è un'arteria pericolosa per la tendenza a pigiare sull'acceleratore nonostante gli incroci complessi e il limite di 50 km/h (non ci appostiamo dove il limite è di 30). Dal 2011, solo la polizia locale ha rilevato in quel tratto di strada 69 incidenti con feriti di cui 3 prognosi riservate; a questi devono aggiungersi gli incidenti rilevati dagli altri organi di polizia. Il nesso di causalità tra velocità e gravità del sinistro è risaputo. Non c'è da stupirsi se il codice della strada prevede sanzioni pesanti per l'eccesso di velocità. I nostri controlli, in via Flavia e altrove, mirano a preservare la salute di tutti - muggesani inclusi - ma anche il portafogli: il costo di una multa è ridicolo paragonato a quello di un incidente seppur piccolo. Sono sicuro che anche il consigliere Grizon, per il ruolo pubblico che riveste, non potrà che guardare la questione sotto questa diversa prospettiva. Sergio Abbate (Comandante della polizia locale di Trieste) animali Cani bastonati nIn qualità di sostenitrice dell'Associazione zoofila triestina e dell'Astad sento l'obbligo di segnalare una notizia che, terrificante è dir poco, è apparsa sul vostro giornale del 4 maggio. In breve si segnalava laconicamente che "in Italia nel 2013 sono stati uccisi a bastonate 1800 cani". Sic! Nessuna parola di biasimo. Non è concesso calpestare impunemente i diritti delle creature che non hanno voce e devono subire le più impensabili atrocità dispensate dall'inciviltà dell'«Homo Sapiens». Il Wwf che svolge attività internazionale si è interessato dell'argomento? Quante persone hanno pagato tangibilmente per il crimine commesso? Gradirei due risposte positive. Bianca Davi Giordano RINGRAZIAMENTO La Caritas diocesana ringrazia i fedeli che hanno partecipato il 1.o maggio, nella chiesa di S. Antonio Taumaturgo, alla messa celebrata in solidarietà con il mondo del lavoro. Quanto offerto (euro 389,22) è stato destinato all'Emporio della solidarietà. La Caritas diocesana di Trieste