Nei primi anni Duemila il passaggio a Finmek poi l'arrivo dei capitali israeliani

Molta acqua è passata sotto i ponti di Telit dall'epoca Zanzi. Poco dopo l'esautoramento di fatto dell'imprenditore romagnolo, il gruppo - che in Italia aveva realtà produttive a Trieste, Ronchi dei Legionari, Udine, Avezzano, Enna, Chieti, Aversa - venne ceduto nel 2002 alla Finmek, che a sua volta nel giro di un paio d'anni fu coinvolta in un crack finanziario. Sempre nei primi anni Duemila, secondo i rilievi mossi da Generali a Perissinotto, con l'operazione "Capital Appreciation" sarebbe stata finanziata Sviluppo 24, una società riconducibile alla Finint di Enrico Marchi e Andrea De Vido, che avrebbe così acquistato alcuni immobili del gruppo Telit. Nel 2003 il gruppo tlc triestino passa nuovamente di mano e finisce al gruppo israeliano Polar Investments, controllato dalla Sfk. La ristrutturazione di Telit viene guidata dal manager israeliano Oozi Cats e consegue un buon risultato gestionale: nel 2013 il fatturato è salito del 17,5% a oltre 243 milioni di dollari, il mol è cresciuto dal 37,1% al 38,02%, l'utile netto rettificato ha raggiunto i 15,4 milioni di dollari con un balzo del 73%. (magr)