Volti noti e novità in corsa per le europee

ROMA Molti volti nuovi e qualche peso massimo. Esclusioni eccellenti, ma anche litigi tra partiti concorrenti. Con la presentazione delle liste, la "finestra" si è chiusa ieri alle 20, i candidati alle elezioni europee del 25 maggio hanno cominciato a scaldare i muscoli in vista di una partita in cui si giocherà il futuro dell'Europa, ma che avrà anche evidenti riflessi politici nazionali. Nella presentazione dei candidati, le maggiori difficoltà hanno riguardato Forza Italia. Berlusconi è riuscito a chiudere le liste dopo lunghissima notte di lavoro. Risultato: molti volti poco conosciuti, 30 donne, qualche big (Raffaele Fitto al Sud, Antonio Tajani e Alessandra Mussolini al Centro), nessun nome di grido. Il Cavaliere autosospeso questa volta ha dovuto fare i conti con un partito in grande confusione e con una lunga lista di «no» arrivati soprattutto da esponenti del mondo dell'imprenditoria che hanno preferito non mettere la faccia su un partito che potrebbe arrivare dietro al M5S. Quale rimedio? Forza Italia punta sulla presenza femminile anche per controbilanciare l'effetto "rosa" delle 5 capolista del Pd e mette in pista 30 candidate. Gli eurodeputati uscenti sono stati tutti confermati e nessun ripensamento c'è stato anche per i capilista. Nel Nord-Ovest ci sarà Giovanni Toti. Per blindare la sua elezione alla fine è stato escluso Claudio Scajola, che di preferenze ne avrebbe ancora parecchie. Al Sud il partito punta su Raffaele Fitto e oltre alla conferma dei 4 uscenti (compreso l'ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella) l'unica faccia nota è quella del conduttore Tv Alessandro Cecchi Paone, che già tentò la discesa in politica nel 2004. Nelle liste presentate da tutti partiti ci sono comunque volti noti. Dall'inventore del metodo Stamina, Davide Vannoni, che si presenta in 5 circoscrizioni con il movimento politico "Io Cambio", ad Alberto Torregiani (FdI), figlio del gioielliere ucciso durante una rapina dai terroristi nel 1979. E c'è anche Caterina Chinnici (Pd), figlia del giudice Rocco, ucciso dalla mafia nel 1983. I ministri del governo Renzi che si candideranno sono Maurizio Lupi (Ncd), Beatrice Lorenzin (Ncd) e Stefania Giannini (Scelta civica). In corsa ci sono anche forze politiche minori, come Pensioni e lavoro e il Movimento Bunga Bunga. Tra le sorprese di Fi compare il leader dell'Esercito di Silvio Simone Furlan mentre per la Lega c'è il sindaco di Verona, Flavio Tosi, al numero 2 della lista che vede in testa il segretario del Carroccio Matteo Salvini. Non ci saranno i cosiddetti «secessionisti» veneti, non presenti nelle liste della Lega che aveva annunciato un possibile nome in lista dopo aver appoggiato, anche con manifestazioni pubbliche, il gruppo del tanko. Capolista per il Pd Alessandra Moretti, mentre M5S ha messo i nomi in ordine alfabetico. Non mancano volti nuovi anche al Centro. Il Pd schiera per la maggior parte deputati e professionisti tra cui l'ex governatore della sardegna Renato Soru nelle isole, mentre M5S segue le indicazioni espresse dalla rete. Forza Italia riconferma Tajani e Bartolozzi e chiama in causa anche l'ex campione del mondo Giovanni Galli e Paolo Guzzanti. I Verdi candidano il volto noto della tv Susy Blady, affiancandola ad ambientalisti ed esperti di green-economy. FdI punta sulla capogruppo alla Camera, Giorgia Meloni, e conferma la candidatura di Fabrizio Bracconieri (I ragazzi della III C). In lizza anche il nuotatore olimpico Marcello Guarducci (Scelta Europea). In campo ci sarà anche l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno con Fratelli d'Italia-An, e il segretario Udc Lorenzo Cesa. Nella lista del Pd, capeggiata da Pina Picierno, trovano spazio l'uscente vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella e Pino Arlacchi.(g.r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA