Sfida Savino-Dipiazza per le europee

di Gianpaolo Sarti wTRIESTE Per la partita delle europee si profila un derby tutto triestino: la mina Roberto Dipiazza contro la camberiana Sandra Savino. La coordinatrice regionale di Forza Italia, la cui candidatura sarebbe già al sicuro a Roma da tre-quattro giorni, attende soltanto il sì definitivo di Silvio Berlusconi. Che dovrebbe arrivare probabilmente oggi, in serata. Savino, ieri nel pordenonese per lavorare alle elezioni amministrative che in Friuli Venezia Giulia chiameranno al voto 127 Comuni del territorio, non smentisce. Anche se si tiene cauta: «Niente è sicuro niente, non sono ancora sciolte le riserve», puntualizza. Oggi è nella capitale per incontrare l'ex premier e chiudere la questione. Ci vuole l'investitura ufficiale del leader, dal momento che ha lui in mano la composizione delle liste per Bruxelles. Martedì, da quanto si è saputo, è programmata una conferenza stampa di Savino. Ma nell'ambiente forzista regionale non hanno più dubbi, tanto più che di mezzo ci sarebbe pure la conferma di Verdini, stando a quanto trapela. Sarà quindi l'ex assessore regionale, ora al vertice del partito in Fvg, a mettersi in gioco. Non il capogruppo Riccardo Riccardi, su cui Fi punterebbe per il Comune di Udine. O, più in là, per le future regionali: proprio in vista di quell'obiettivo, distante anni luce, si voleva evitare di trasformare la sfida per le europee in una sorta di primarie nel centrodestra tra l'ex assessore e l'ex sindaco del capoluogo. Si è sfilato pure l'altro vicecoordinatore, Massimo Blasoni: l'imprenditore-politico, se avesse avuto mire su Bruxelles, non avrebbe perso così tanto tempo per metter mano al portafoglio e tappezzare la regione di manifesti a 6x3. Niente da fare neppure per Renzo Tondo, che avrebbe aspettato invano una telefonata da Berlusconi; né per il sindaco di Gorizia Ettore Romoli, come si ventilava ancora. Voci e nomi che hanno segnato la settimana politica dopo la bomba Dipazza, in corsa con la casacca Ncd (ma non la tessera). Il colpo di scena, per alcuni piuttosto atteso dopo un corteggiamento che si prolungava da qualche mese, ha messo in affanno i berlusconiani: chi sganciare per fronteggiare un big come l'ex sindaco, per cui si preannuncia un plebiscito a Trieste? Per i forzisti, tuttavia, il ring non sarà piazza Unità e dintorni, bensì tutto il territorio regionale. Savino, che di Dipiazza è stata assessore comunale, alza la sfida su quel piano. «Domani sera (oggi, ndr) o nella mattinata di lunedì – spiega – ci sarà l'ufficialità della candidatura. È Berlusconi che stabilisce tutto, la parola definitiva è sua. Se si verificasse questa condizione con due candidati della stessa città, non intendo concentrare la questione su un livello triestino-centrico. Perché io da coordinatrice regionale rappresento, così come in Parlamento, tutto il Fvg. Le istanze della città le portavo avanti quando ero assessore lì. Poi ho fatto l'assessore regionale e la deputata, assicurando la rappresentanza dell'intera regione». Ma la tornata elettorale delle europee sposterà inevitabilmente i riflettori sul capoluogo, sulla prova di forza e di dominio politico nella città tra Dipiazza e Savino. O, meglio, tra Dipiazza e Camber. Digerito il colpaccio di Ncd sull'ex sindaco, all'operazione Savino in questi giorni avrebbero lavorato Riccardi e lo stesso Blasoni, di cui sono noti i contatti con le alte sfere romane. Una scelta di "appartenenza e di identità" per il partito, si dice. O, a conti fatti, per esclusione: chi altro sennò? «Mettere in campo la coordinatrice – commentano Bruno Marini e Rodolfo Ziberna – non va letto in contrapposizione a Dipiazza. Quella di Savino è una candidatura che ha valore regionale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA