Rockstar e calciatori ora riscoprono le vigne

di Furio Baldassi w TRIESTE Il vino italiano piace sempre di più, soprattutto agli stranieri. Che adesso, in molti casi, hanno fatto il salto di qualità: non si comprano più solamente le bottiglie, ma direttamente i vigneti. È qualcosa di più di una tendenza, che l'ancora recente Vinitaly ha messo a fuoco. Una volta chi aveva i mezzi magari si comprava un immobile per poi vivere di rendita con le sue affittanze. Adesso si va al sodo. L'azienda, meglio se piccolina, ancor meglio se realizza prodotti di nicchia, è diventata la nuova frontiera dell'investimento. Per chi può, si capisce. E non sono solo i grandi gruppi finanziari a farsi spazio rilevando anche storiche aziende italiane. Chi meglio delle rockstar o di chi gravita attorno al mondo dorato del calcio, ad esempio, può avere di questi "problemi" di liquidità? Ad aprire la strada è stato notoriamente Sting, l'ex frontman dei Police. Innamorato della Toscana, ha acquistato una tenuta nel cuore di quello che viene ormai chiamato Chiantishire, per l'elevata percentuale di inglesi che lì hanno preso dimora e impiantato le loro attività. A Panzano il cantante produce olio e soprattutto vino, con un ironico riferimento alla sua produzione discografica. Così, mentre la sua etichetta-simbolo è un rosso che si chiama "Il Palagio", uvaggio di Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon, le altre etichette hanno il nome di canzoni, come "When we dance" o immaginifici come "Il Casino delle Vie". Non troppo lontano da lui ha impiantato la sua realtà produttiva Richard Parsons, ex amministratore delegato del colosso dello spettacolo e della comunicazione Time Warner. Parsons si è concesso l'azienda Palazzone (appena sei ettari) dove produce qualche migliaio di bottiglie Brunello di Montalcino, dichiaratamente il suo vino preferito, che evidentemente ama farsi da solo. Occorre ricordare, poi, che uno dei cantanti più popolari d'Italia, Albano Carrisi detto Al Bano, alterna da decenni l'attività nei suoi poderi in Puglia a quella artistica e ha persino chiamato uno dei vini col nome di uno dei suoi maggiori hit, "Felicità"? Altri protagonisti dei palchi mondiali preferiscono invece il ritmo slow della Sicilia. Ha impiantato una serie di attività nel settore agricolo-alberghiero, ad esempio, Jim Kerr, il leader degli scozzesi Simple Minds, che ormai passa gran parte dell'anno vicino a Taormina, dove segue le sue aziende e si gode il clima e la qualità dei grandi vini siciliani. Pazzo per il vino italiano è anche il "rosso" per eccellenza, Mick Hucknall, già leader dei Simply Red. Dopo una scelta attenta e, pare, competente, ha insediato la sua attività di vitivinicultore ai piedi dell'Etna, e non sfrutta troppo la sua fama, considerato che alcuni dei suoi prodotti hanno raccolto notevoli riscontri anche a livello di critica. Simbolico il nome dell'azienda: si chiama "Il Cantante" e dalla sua linea escono un Nero d'Avola, un Etna Rosso e un Etna bianco. Neanche le isole sono indenni a questa voglia di vendemmia. L'ancora splendida Carole Bouquet deve aver tratto giovamento dalla sua lunga relazione con Gerard Depardieu, enologo e noto esperto di vini, e si è lanciata nell'avventura addirittura a Pantelleria, estremo lembo meridionale d'Italia. Qui produce un Passito di Pantelleria (il "Sangue d'Oro"), che le critiche esaltano, trattandosi tra l'altro del vino femminile per definizione. E il calcio? La strada l'ha tracciata Nils Liedholm, già calciatore e allenatore svedese adottato dall'Italia. Già con i primi guadagni aveva adocchiato e poi acquistato una splendida tenuta a Cuccaro, nel Monferrato, poi affidata al figlio Carlo. L'hanno seguito in molti, a partire dal più noto, Andrea Pirlo, la cui famiglia ha ridato vita a una delle meno conosciute doc d'Italia, Capriano del Colle, a 10 chilometri da Brescia, sull'altopiano del Monte Netto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA